La Nuova Sardegna

Nuoro

«Liquami fecali nelle ostriche»: coop di San Teodoro denuncia Abbanoa

di Valeria Gianoglio
«Liquami fecali nelle ostriche»: coop di San Teodoro denuncia Abbanoa

Approda in tribunale la vicenda che vede la compagnia Ostricola mediterranea citare a giudizio l’ente «Dal 2011 all’anno scorso i reflui hanno inquinato lo stagno di San Teodoro e i nostri molluschi»

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NUORO. Migliaia di chili di ostriche inquinate dai liquami fecali, e pertanto, ovviamente, rimaste invendute, diversi dipendenti della cooperativa ai quali non è stato potuto rinnovare il contratto di lavoro, e centinaia di migliaia di euro di danno quantificato dal 2011 a oggi: è stato davvero un disastro su più fronti, quello che è andato in scena negli ultimi anni nello stagno di San Teodoro e in particolare nella porzione del bacino lacustre dove la cooperativa “Ostricola mediterranea” ha lo stabilimento di produzione e raccolta delle ostriche.

La vicenda, dopo alcuni anni, ieri è approdata in tribunale a Nuoro. Ma all’inizio, in realtà, l’avventura lavorativa della cooperativa, sembrava anche promettere bene: aveva 7 dipendenti, un buon giro di affari, diversi ristoranti e attività da rifornire con il prezioso mollusco allevato nella stagno di San Teodoro. A partire dal 2011, tuttavia, cominciano a sorgere i primi problemi: i controlli e le analisi previsti per chi svolge quel genere di attività infatti, segnalano la presenza di liquami fecali nelle ostriche.

Quei liquami, come in seguito avrebbero accertato le analisi, a più riprese fuoriuscivano dagli impianti di depurazione delle acque e smaltimento reflui da scarichi urbani gestiti da Abbanoa. «Tali fenomeni – come hanno segnalato i titolari della cooperativa Ostricola mediterranea, attraverso i loro legali, Antonello Cao, Rinaldo Lai, e Maria Cristina Riccetti – hanno causato l’inquinamento dello stagno di San Teodoro inducendo il Comune a emettere ordinanze urgenti a tutela della salute pubblica, con inibizione alle imprese ittiche operanti nell’area di raccolta dei molluschi, e con divieto di commercializzazione del prodotto».

I danni che la cooperativa ha riportato a causa dei liquami sversati nello stagno e nelle ostriche, sono consistenti: si parla di svariate centinaia di migliaia di euro. Per non parlare, poi, delle mancate prospettive di crescita della cooperativa, che fino a quel momento filava come un razzo. Niente di niente: dal 2011 all’anno passato, a più riprese, quei liquami fecali sversati dagli impianti gestiti da Abbanoa – che hanno costretto il Comune di San Teodoro a emettere diverse ordinanze – hanno causato una notevole riduzione del giro di affari della cooperativa, una riduzione delle sue quote di mercato e della qualità del prodotto.

Per questo, dopo tanto penare, la cooperativa Ostricola, ha deciso di chiedere i danni ad Abbanoa. Alcuni giorni fa nel Palazzo di giustizia di Nuoro, c’è stato il tentativo di mediazione tra le parti ma è fallito visto che Abbanoa non si è presentata. Per questo, la prossima tappa giudiziaria della vicenda, sarà l’avvio di una causa civile per ottenere un consistente risarcimento dall’ente unico che gestisce l’acqua in Sardegna.
 

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