«Sanità, subito incontro con Ats»
Nel documento dei sindaci delusione e rabbia per gli effetti della Riforma
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LANUSEI. «Il sentimento, pressoché unanime, emerso tra i presenti, dal varo della riforma sanitaria, è stato di forte delusione». Questo è solo uno dei passaggi del documento e verbale dell’ultima Conferenza socio sanitaria dell’Ogliastra (presieduta dal sindaco jerzese Roberto Congiu) tenutasi mercoledì 21, alla presenza dei sindaci del territorio, del direttore sanitario del presidio ospedaliero, da dirigenti dello stesso, rappresentanti di sindacati e associazioni, e diversi cittadini. «La Conferenza socio sanitaria - si legge nel documento firmato da Congiu e inviato ai vertici della giunta regionale e dell’Ats – esprime con forza l’esigenza che la sanità ogliastrina assuma finalmente un’impostazione stabile, affidabile, che possa superare le carenze strutturali e organizzative del sistema e porre le basi in tempi brevi per una nuova fase di rinascita della sanità». E ancora, ravvisata la necessità di dare una risposta alle esigenze sanitarie del territorio, viene chiesto, con sollecitudine, un incontro, preferibilmente in Ogliastra, con il direttore dell’Ats, Fulvio Moirano, l’assessore Luigi Arru e il consigliere Franco Sabatini «per potere discutere le problematiche riscontrate in sede di conferenza socio sanitaria». Si rimarca anche che con il passare del tempo «la riforma ha mostrato sempre più gravi debolezze strutturali e materiali facendo mancare ai pazienti e agli operatori sanitari, soprattutto negli ultimi mesi, i punti di riferimento, il personale, le attrezzature e persino le medicine; in tutti i reparti dell’ospedale di Lanusei si è palesato il malumore, se non lo sconforto, per la mancanza di personale e di concorsi, in luogo dei pensionamenti, per nuove assunzioni, il precariato in diversi settori è diventato la regola». Ma c’è di più, perché viene evidenziato come negli ultimi tempi «si è assistito a un progressivo e inesorabile “smantellamento” del nostro ospedale di riferimento: reparti privi di direttori di struttura, carenza di personale medico, infermieristico e tecnico, sospensione di attività di rilevante importanza (esempio endoscopie» e altro ancora. (l.cu.)
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