«Vertice deludente con l’assessore Mura»
di Federico Sedda
Ottana, i sindacati bocciano l’esito dell’incontro per fare il punto sulla vertenza degli ex tessili
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OTTANA. «Le dichiarazioni dell’assessore regionale al Lavoro, Virginia Mura, sui risultati dell’incontro che si è tenuto a Cagliari il 29 marzo scorso per fare il punto sulla vertenza degli ex tessili delle fabbriche di Macomer, Ottana e Siniscola e, in particolare, dei 130 lavoratori rimasti senza mobilità, non rispecchiano quanto è realmente accaduto nel corso del vertice». I leader sindacali dei tessili della provincia di Nuoro, Jose Mattana (Cgil) e Katy Contini (Cisl), ci vanno duro sui contenuti del comunicato emesso all’indomani dell’incontro e ribattono punto su punto alle dichiarazioni dell’assessore regionale. «Esprimiamo la nostra insoddisfazione – scrivono in una nota – per l’esito dell’incontro e ribadiamo la necessità impellente, così come da noi proposto durante la riunione, di predisporre una erogazione una tantum a valere sui fondi individuati e disponibili che consentirebbero di dare un po’ di serenità alle persone coinvolte. Il tutto in attesa di individuare una soluzione dignitosa per quei lavoratori». L’assessore Virginia Mura ha proposto ai sindacati due percorsi all’interno del piano straordinario per il lavoro LavoR@s individuato dalla Regione per arginare la disoccupazione: un percorso finalizzato a migliorare le possibilità di occupazione e un altro per l’inserimento degli ex tessili nei cantieri di lavoro nei comuni di residenza. Soluzioni non gradite ai sindacati. «Non si sa presso quali aziende dovrebbero essere collocati i lavoratori – sostengono Jose Mattana e Katy Contini – visto che le precedenti politiche attive per il lavoro sono fallite proprio per la mancanza di aziende. Quanto poi ai cantieri di lavoro, l’occupazione non può essere di pochi mesi, ma almeno di un anno». La strada più impellente, in questo momento, è garantire ai 130 ex tessili il pagamento della mobilità relativa al 2016 e al 2017 con i fondi, circa 2milioni e 350 mila euro, individuati nella finanziaria regionale. «Su questo fronte – fanno sapere i due sindacalisti – l’assessorato al Lavoro ha comunicato che dalle interlocuzioni con l’Inps e il ministero competente è emerso che non è possibile utilizzare fondi regionali per il pagamento degli ammortizzatori sociali. Non è stata prodotta, tuttavia, alcuna documentazione ufficiale che comprovi le avvenute interlocuzioni e i motivi del diniego. Il risultato – sottolineano Mattana e Contini – è che quei lavoratori, che da due anni attendono di vedere soddisfatto un loro diritto, rimarranno a bocca asciutta e non vedranno un centesimo dei soldi loro spettanti. L’impressione che se ne ricava è che non esiste la percezione del dramma vissuto dalle famiglie che cercano di sopravvivere senza alcuna fonte di sostentamento, nella disperazione per avere perso il lavoro che, nel nostro territorio, è stata anche causa di suicidi».
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