La pasquetta di Tonara fa il pienone con il torrone
di Giovanni Melis
Migliaia di visitatori ieri hanno preso d’assalto il centro storico del paese Il sindaco: «Carta vincente che intendiamo promuovere e spendere al meglio»
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TONARA. La sagra del torrone conferma il consueto successo di pubblico e di consensi. L’ormai collaudata rassegna gastronomica che mette in mostra il meglio dell’arte dolciaria ha portato nel paese montano una consistente folla. Questo nonostante la bellissima giornata che persuade tanti gitanti di pasquetta a recarsi al mare. L’evento, come da tradizione, era organizzato dall’amministrazione comunale, in collaborazione con l’associazione Pro loco e i sodalizi culturali del paese di Peppinu Mereu. In programma il consueto mix di eventi, tra mostre, spazi espositivi dedicati alla storia e alla tradizione di Tonara, oltre le classiche bancarelle dei torroni. Poi le varie lavorazioni, dall'artigianato del legno e dei campanacci, che appartengono alla storia quasi leggendaria della grande arte manuale tonarese. «Il paese – spiega Piero Efisio Demurtas – dà il meglio presentando ogni tratto caratteristico della sua invidiabile manualità e tradizione dolciaria. Quando si parla di Tonara, abbinare torrone e campanacci è un automatismo». Tra le vie del paese, lo slalom tra il gusto è doveroso. I tonaresi mettono sul banco il miglior torrone possibile, con miele fino, mandorle, nocciole e noci del Gennargentu. Una ricetta semplice che vale oro.
«Quando ci sono giornate molto belle – dice il sindaco Flavia Loche – sappiamo bene che il turista tende a raggiungere le coste. Ma la nostra sagra post invernale, con qualche accenno di neve sui monti, anche quest’anno ha confermato la sua straordinaria attrattiva. Questo grazie al programma classico che si rivela vincente, ma anche alla capacità degli artigiani tonaresi di superarsi con i loro prodotti».
Le migliaia di presenze confermano l’appeal della sagra di Pasquetta, che offre un poco il bordino per la stagione. Negli anni della crisi il mercato locale si è assottigliato e i produttori tonaresi cercano altre nicchie oltre mare. Con grandi risultati. «Il piacere di degustare il torrone alla sagra – aggiunge il primo cittadino – però è insostituibile. È questo contesto ambientale, fatto di boschi, accoglienza e di un paese che si attiva al meglio per far star bene il turista, costituisce una carta vincente che intendiamo promuovere e spendere al meglio». Sotto il profilo degli affari, i bilanci si faranno nei prossimi giorni. Per ora gli operatori sono apparsi soddisfatti. Questo in una pasquetta che ha visto tante presenze nei centri vicini. Come Desulo, che con i suoi monti innevati ha registrato un sensibile incremento di presenze. Tra Tascusí e su Filariu, tantissima gente ha voluto provare la buona cucina e l'ebbrezza della neve ad aprile. Una buona coda turistica di fine stagione.
«Quando ci sono giornate molto belle – dice il sindaco Flavia Loche – sappiamo bene che il turista tende a raggiungere le coste. Ma la nostra sagra post invernale, con qualche accenno di neve sui monti, anche quest’anno ha confermato la sua straordinaria attrattiva. Questo grazie al programma classico che si rivela vincente, ma anche alla capacità degli artigiani tonaresi di superarsi con i loro prodotti».
Le migliaia di presenze confermano l’appeal della sagra di Pasquetta, che offre un poco il bordino per la stagione. Negli anni della crisi il mercato locale si è assottigliato e i produttori tonaresi cercano altre nicchie oltre mare. Con grandi risultati. «Il piacere di degustare il torrone alla sagra – aggiunge il primo cittadino – però è insostituibile. È questo contesto ambientale, fatto di boschi, accoglienza e di un paese che si attiva al meglio per far star bene il turista, costituisce una carta vincente che intendiamo promuovere e spendere al meglio». Sotto il profilo degli affari, i bilanci si faranno nei prossimi giorni. Per ora gli operatori sono apparsi soddisfatti. Questo in una pasquetta che ha visto tante presenze nei centri vicini. Come Desulo, che con i suoi monti innevati ha registrato un sensibile incremento di presenze. Tra Tascusí e su Filariu, tantissima gente ha voluto provare la buona cucina e l'ebbrezza della neve ad aprile. Una buona coda turistica di fine stagione.
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