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Nuoro

Soccorsi a rischio per le distanze «Lodè chiede il servizio H24»

di Luciano Piras
Soccorsi a rischio per le distanze «Lodè chiede il servizio H24»

Il sindaco Spanu scrive al direttore dell’Areus Lenzotti: i miei concittadini ne hanno pieno diritto «Paradossale: non viene allertata la base qui in paese e si aspetta la medicalizzata da Siniscola»

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LODÈ. «Pretendo che venga fatta subito luce sulla gestione del soccorso a Lodè, considerato che il problema del paese che io rappresento è prettamente logistico per le grandi distanze e che è indispensabile in loco il servizio H24 proprio per accorciare tali distanze. I miei concittadini hanno diritto a un servizio sanitario efficiente e pronto come tutti gli altri». Il sindaco Graziano Spanu ha in mano un vero e proprio dossier da inviare alla procura della Repubblica di Nuoro e «a tutte le sedi legali più opportune», sottolinea. Intanto scrive una lettera aperta all’indirizzo di Giorgio Lenzotti, direttore generale dell’Areus, l’Azienda regionale dell’emergenza e urgenza della Sardegna.

Farmacista prima ancora che primo cittadino, Spanu denuncia «l’ennesimo sopruso subito dalla nostra comunità». «La scorsa notte (la notte di Pasqua, ndc) alle ore 00:40 è stato allertato il servizio dalla guardia medica di Lodè, alla quale ho chiesto personalmente delucidazioni in merito – racconta il sindaco –, in quanto per un paziente è stata fatta arrivare la medicalizzata da Siniscola, ovviamente con tempi molto lunghi, senza allertare il servizio di base qui a Lodè che come minimo, trattandosi di un paziente evidentemente grave, avrebbe dimezzato i tempi di attesa, potendolo di fatto avvicinare all’ambulanza medicalizzata, o, nel caso non fosse stato necessario l’intervento della medicalizzata, avrebbe garantito il servizio senza privare il territorio della medicalizzata stessa. Cose queste che normalmente accadono durante le ore diurne».

«Con un servizio esemplare, tra l’altro – assicura il primo cittadino –, garantito di volontari della onlus La Fenice in modo impeccabile».

«Mi chiedo – alza la voce il sindaco di Lodè – quali siano i criteri con i quali vengono gestiti gli eventi e sopratutto mi sorgono dei dubbi sulla correttezza della gestione di tali eventi». «C’è qualcosa che non quadra – insiste –: né sulla tempistica del servizio, né sul versante della razionalizzazione dei costi».

«Da tempo, avendo ottenuto nell’aprile 2016 il servizio 118 di base qui a Lodè nelle sole ore diurne (8-20) – continua Spanu –, mi sto battendo per ottenere il servizio notturno conscio del fatto che il paziente può necessitare a tutte le ore del giorno e della notte e che i miei concittadini hanno uguali diritti degli altri. Dopo l’ennesimo episodio, qui a Lodè, dove, a causa dell’esplosione di una bombola di gas nelle ore notturne, vi sono stati due feriti e le ambulanze hanno impiegato circa 30 minuti ad arrivare, ho chiesto a gran voce l’implementazione del servizio 118 di base nelle ore notturne. Mi è stato risposto che a Lodè non c’è un numero di interventi da poter attivare tale servizio. E che comunque sarebbe stato concesso un servizio di reperibilità notturna alla base che presta già servizio durante le ore diurne. La reperibilità, consiste nell’essere disponibili entro dieci minuti dalla chiamata. Ora, essendo i volontari della base non del posto, la loro reperibilità la svolgono in sede dove svolgono attività diurna, quindi di fatto sono immediatamente disponibili 24 ore su 24 dal 21 marzo 2018. Ai volontari è stato chiesto un sacrificio e di considerare tale servizio come sperimentale per due mesi e che qualora vi fossero stati interventi, sarebbe stata concessa una convenzione H24».

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