La Nuova Sardegna

Nuoro

La comunità Approdo salva in extremis

di Francesco Pirisi
La comunità Approdo salva in extremis

Il sindaco Soddu: «Ats e Regione si sono impegnati a superare l’impasse». Il caso al centro di un vertice con l’assessore Arru 

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NUORO. Spiragli per una soluzione della crisi operativa della cooperativa Approdi, che nelle campagne di Isalle gestisce un centro per pazienti con sofferenze mentali, la comunità Approdo. A breve i dipartimenti della psichiatria isolani firmeranno le autorizzazioni per trasferire nella comunità alcuni pazienti, così da avviare il percorso di recupero clinico nella struttura aperta nel 2012 nella vecchia cantoniera dell’Anas. La notizia è stata data in consiglio comunale dal sindaco, Andrea Soddu, investito del problema insieme ai colleghi del Plus (il piano locale per i servizi alla persona).

«Credo che ci saranno novità sin dai prossimi giorni», ha spiegato il sindaco.

«L’Ats e la Regione si sono impegnati a superare i limiti dei confini tra Assl, aree sanitarie locali, così da trasferire a Isalle alcuni pazienti che provengono da altri territori della Sardegna».

Comunicazioni successive all’incontro avuto qualche momento prima in municipio con l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru. Al quale Soddu ha portato le istanze dei responsabili della comunità terapeutica, incontrati con gli altri sindaci del territorio nei giorni precedenti a Nuoro, dove è stata evidenziata la gravita della situazione della cooperativa e della necessità del territorio di poter contare sulla struttura terapeutica per la cura delle malattie psichiatriche. Forme definite a “elevata intensità”, nel linguaggio sanitario, da trattare con progetti di recupero dai 12 ai 18 mesi. Al centro un’assistenza H24, fatta di psicoterapia, ma anche di laboratori artigiani e agricoli. Alla base l’equipe di professionisti, dal medico allo psicologo, agli infermieri. La macchina sanitaria però da settembre ha iniziato a rallentare l’attività. Perché sono venuti meno i pazienti, che il dipartimento di salute mentale ha deciso di trattare direttamente nei reparti interni all’ex Asl.

Con la conseguenza che la cooperativa non ha avuto più neppure le risorse finanziarie (assegnate per ciascun malato) per andare avanti. Ma in ogni caso con la necessità di tenere in forze l’organico di 15 dipendenti. Tanto da arrivare addirittura a un ultimatum e annunciare la chiusura definitiva a Pasqua, con le dimissioni di tre pazienti ospitati nella comunità di Isalle.

Pericolo che sembra rientrare, dopo le assicurazioni di Luigi Arru. Sulle quali il sindaco di Nuoro Andrea Soddu aggiunge: «Il problema, mi ha spiegato Arru, è derivato dal fatto che nel periodo scorso non vi è stata necessità di appoggiarsi alla comunità Approdo».

Circostanze diverse da quelle descritte dalla cooperativa, e dagli stessi sindaci che nell’incontro del Plus hanno ribadito l’urgenza di tenere viva e a pieno regime la casa di cura.

Richieste rinnovate a gran voce durante l’ultimo Consiglio comunale nuorese dall’esponente della Base, Giovanna Zedde, e dal collega dell’opposizione Gian Pietro Gusai. Insieme le iniziative scaturite in Regione, con le interrogazioni sul caso presentate da Daniele Cocco (Mdp-Articolo Uno) e Gaetano Ledda (La Base).

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