Spazi verdi abbandonati, Legambiente all’attacco
di Valeria Gianoglio
Il responsabile del circolo nuorese, Meloni: «Bisogna recuperare diverse aree» «Si dovrebbe ripensare la città come un luogo più a misura di pedoni e bambini»
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NUORO. Da un lato chiede di «integrare nel tessuto urbano i tanti spazi verdi incolti e abbandonati presenti a Nuoro», dall’altro sollecita il Comune a ripensare la destinazione d’uso dell’ex vivaio forestale, per farne, anziché la scuola forestale, «un orto botanico delle specie mediterranee e sarde». E infine non dimentica nemmeno il capitolo piste-ciclabili e isole pedonali in centro: due temi dei quali nel capoluogo barbaricino si parla da tempo immemore ma che ancora non si sono tradotti in realtà.
Più che un invito all’azione, è una riflessione figlia di tante passeggiate tra le strade e soprattutto gli spazi periferici di Nuoro, quella che il responsabile del circolo cittadino di Legambiente, Pier Luigi Meloni, mette nero su bianco in questi giorni. Una sorta di lista dei sogni eco-sostenibili per Nuoro e per i suoi residenti attraverso la quale Meloni vuole stimolare il dibattito e sperare anche di convertirlo in progetti concreti.
In quest’ultimo periodo, spiega infatti, Meloni, si è parlato tanto a Nuoro di cultura e di “capitale della cultura” e tutti abbiamo tifato, dice, per la città, ma allo stesso tempo, aggiunge il responsabile del circolo di Legambiente, è ora che si parli di più di «crescita ambientale, di porre l’accento su un consapevole recupero delle periferie, ma anche della riqualificazione dell’intera città.
«Integrare nel tessuto urbano i tanti spazi verdi incolti e abbandonati trasformandoli in tanti piccoli parchi urbani – dice Meloni – porterebbe ad avere un aspetto della città molto più gradevole, non più grigi palazzi solitari dispersi nel degrado, ma una città immersa nel verde». Il responsabile cittadino di Legambiente pensa, in particolare, alle aree ora incolte e piene di sporcizia come quella vicino all’ex Telecom, o nei pressi della caserma dei vigili del fuoco a Funtana Buddia. E non dimentica nemmeno di affrontare un tema del quale si è discusso parecchio, nelle ultime settimane: la destinazione dell’ex vivaio forestale di Su Pinu, che il Comune ha deciso di trasformare in nuova sede della scuola forestale.
«Integrare nel tessuto urbano i tanti spazi verdi incolti e abbandonati trasformandoli in tanti piccoli parchi urbani – dice Meloni – porterebbe la città ad avere un aspetto molto più gradevole. Ed è per questo che chiediamo all’amministrazione di ripensare alla destinazione del’area del Pino di Grazia Deledda ove sorgeva il vivaio della forestale, che pare destinato a sede della scuola forestale. Perché non pensare che possa diventare un orto botanico delle specie mediterranee e sarde in particolare? E perché non pensare a ubicare la scuola forestale nella sede più consona del monte Ortobene».
«E perché – aggiunge Meloni – non parlare anche delle piste ciclabili? Non è stato portato a termine alcun progetto in merito. Ma a Nuoro città servono anche spazi per i bambini, ora relegati in luoghi ristrettissimi. Non parliamo, poi, delle isole pedonale: bisogna farne, al centro, perché dovrebbe essere il cuore storico, e rispettato, della città. Si dovrebbe, insomma, pensare a una città più a misura di pedoni, bambini e sportivi, e meno “macchinocentrica”».
Più che un invito all’azione, è una riflessione figlia di tante passeggiate tra le strade e soprattutto gli spazi periferici di Nuoro, quella che il responsabile del circolo cittadino di Legambiente, Pier Luigi Meloni, mette nero su bianco in questi giorni. Una sorta di lista dei sogni eco-sostenibili per Nuoro e per i suoi residenti attraverso la quale Meloni vuole stimolare il dibattito e sperare anche di convertirlo in progetti concreti.
In quest’ultimo periodo, spiega infatti, Meloni, si è parlato tanto a Nuoro di cultura e di “capitale della cultura” e tutti abbiamo tifato, dice, per la città, ma allo stesso tempo, aggiunge il responsabile del circolo di Legambiente, è ora che si parli di più di «crescita ambientale, di porre l’accento su un consapevole recupero delle periferie, ma anche della riqualificazione dell’intera città.
«Integrare nel tessuto urbano i tanti spazi verdi incolti e abbandonati trasformandoli in tanti piccoli parchi urbani – dice Meloni – porterebbe ad avere un aspetto della città molto più gradevole, non più grigi palazzi solitari dispersi nel degrado, ma una città immersa nel verde». Il responsabile cittadino di Legambiente pensa, in particolare, alle aree ora incolte e piene di sporcizia come quella vicino all’ex Telecom, o nei pressi della caserma dei vigili del fuoco a Funtana Buddia. E non dimentica nemmeno di affrontare un tema del quale si è discusso parecchio, nelle ultime settimane: la destinazione dell’ex vivaio forestale di Su Pinu, che il Comune ha deciso di trasformare in nuova sede della scuola forestale.
«Integrare nel tessuto urbano i tanti spazi verdi incolti e abbandonati trasformandoli in tanti piccoli parchi urbani – dice Meloni – porterebbe la città ad avere un aspetto molto più gradevole. Ed è per questo che chiediamo all’amministrazione di ripensare alla destinazione del’area del Pino di Grazia Deledda ove sorgeva il vivaio della forestale, che pare destinato a sede della scuola forestale. Perché non pensare che possa diventare un orto botanico delle specie mediterranee e sarde in particolare? E perché non pensare a ubicare la scuola forestale nella sede più consona del monte Ortobene».
«E perché – aggiunge Meloni – non parlare anche delle piste ciclabili? Non è stato portato a termine alcun progetto in merito. Ma a Nuoro città servono anche spazi per i bambini, ora relegati in luoghi ristrettissimi. Non parliamo, poi, delle isole pedonale: bisogna farne, al centro, perché dovrebbe essere il cuore storico, e rispettato, della città. Si dovrebbe, insomma, pensare a una città più a misura di pedoni, bambini e sportivi, e meno “macchinocentrica”».
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