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Nuoro

Agnello Igp, è boom. Giro di vite contro le frodi alimentari

Giusy Ferreli
Agnello Igp, è boom. Giro di vite contro le frodi alimentari

Accertamenti dei carabinieri, macellerie e grossisti in regola ma la guardia resta alta

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NUORO. La Pasqua ha registrato un boom di vendite di agnelli sardi Igp ma il pericolo che animali taroccati arrivino sulle tavole dei consumatori è sempre dietro l’angolo. Si chiama frode alimentare e non è una novità, soprattutto a ridosso delle festività quando le vendite si impennano arrivando a toccare i 33mila capi macellati. Non è la prima volta che animali provenienti dall’estero, perlopiù dalla Romania, vengono abilmente e fraudolentemente spacciati per agnelli nostrani tutelati dal marchio di Indicazioni geografica protetta. Si tratta di un cospicuo giro d’affari che fa gola a molti, e che necessita di un serrato giro di controlli per scongiurare il rischio che il lavoro di anni, a difesa di un prodotto tipico del territorio, venga vanificato dall’azione di commercianti senza scrupoli.

Da un lato c’è il Consorzio di tutela e le associazioni di categoria che agiscono sulla valorizzazione e la promozione dell’agnello sardo, dall’altra i carabinieri che agiscono sul fronte della repressione dei reati. E proprio nei giorni precedenti la Pasqua appena trascorsa i carabinieri del comando provinciale di Nuoro hanno eseguito dei controlli a tappeto per verificare la tracciabilità degli agnelli venduti come Igp. L’Arma ha agito su diversi fronti: sia con gli uomini delle stazioni sia con gli specialisti del Nucleo antisofisticazione di Sassari. A partire dai carabinieri della compagnia di Macomer, dove operano i più grandi grossisti della provincia e dove i controlli, eseguiti in collaborazione con gli specialisti del Nas guidati dal luogotenente Gavino Soggia, hanno evidenziato il rispetto delle norme. «In questo caso non è stato riscontrata nessuna anomalia. Tutte le carni sono risultate di provenienza locale» ha dichiarato il capitano Giuseppe Pischedda. I militari del Comando provinciale hanno esteso gli accertamenti alle rivendite al dettaglio controllando 68 macellerie. Anche in questo caso le verifiche hanno appurato che gli agnelli marchiati con il marchio Igp era di produzione locale e perfettamente tracciabili. L’agnello sardo, è uno dei fiori all’occhiello del territorio sardo e nuorese in particolare. Non solo: è uno dei simboli della cultura agropastorale isolana. E deve essere difeso dagli attacchi. «Noi puntiamo su questo straordinario prodotto per aumentare il reddito dei nostri produttori» è il commento di Simone Cualbu, presidente di Coldiretti Nuoro-Ogliastra. Che ammonisce: «Il marchio fa gola a molti. Abbiamo il dovere di difenderlo per le frodi sono in agguato».

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