«Francesco non potrà tornare a scuola»
di Cecilia Fontanesi
Orosei, il caso dello studente autistico rimasto a casa. La mamma: «A questi ragazzi serve aiuto»
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OROSEI. Francesco, un ragazzo autistico di Orosei, non potrà tornare a scuola. Una decisione presa dopo un episodio che l’ha visto protagonista all’interno dell’Istituto tecnico del paese. Lui ha 16 anni ed è affetto da una grave forma di autismo. Dopo aver concluso le medie Francesco ha iniziato a frequentare l’Istituto superiore del suo paese con un inserimento graduale, da un’ora sino a un massimo di tre al giorno. I primi mesi è andato tutto bene: il ragazzo affiancato da due insegnanti di sostegno ha frequentato le lezioni senza problemi, fino al giorno in cui si è verificato un “brutto” episodio. «A mio figlio – racconta la mamma del 16enne – era stato interrotto momentaneamente un farmaco. Durante la ricreazione Francesco è stato infastidito probabilmente dalla musica troppo alta, ha iniziato a urlare per farla spegnere. Il suo professore l’ha bloccato dalle spalle avendo paura di un’azione violenta e così, purtroppo, ha scatenato la reazione di mio figlio che l’ha colpito nel tentativo di liberarsi. I ragazzi erano molto spaventati e sono scappati».
Dal giorno Francesco è stato allontano da scuola. La decisione è stata presa dal gruppo di lavoro, formato dai rappresenti dell’Istituto, del servizio educativo provinciale e dal neuropsichiatra che lo segue.
L’inserimento scolastico dei ragazzi affetti da questa sindrome è un percorso difficile che spesso si arresta. A volte l’alternativa è inserire i ragazzi in strutture semi-residenziali protette ma mamma Bruna, che non ha mai nascosto a nessuno la situazione del suo secondogenito, anzi, per diversi anni ha organizzato una fiaccolata per le vie del centro proprio per sensibilizzare il paese verso una patologia in preoccupante aumento, non l’accetta.
Ora la famiglia del ragazzo ha deciso di raccontare l’accaduto con un video che da alcuni giorni spopola sul web, attirando commenti e polemiche. «Voglio chiarire – ha detto mamma Bruna – questa non è una guerra personale contro docenti e dirigenti ma una battaglia contro le istituzioni e il sistema scolastico. I ragazzi autistici avrebbero bisogno di più supporti come quello della figura di un educatore specializzato in compresenza del professore per poter frequentare la scuola e stare a contatto con i propri coetanei».
La scuola di Orosei sul “caso Francesco”, preferisce limitarsi a un breve commento: «Al fine di evitare strumentalizzazioni e inutili clamori – si legge in una nota – riteniamo opportuno mantenere il dovuto riserbo sulle informazioni relative agli alunni ed in particolare a quelli con disabilità. Si può dire che la delicata vicenda è molto più complessa di quanto emerga nei media. Gli organi competenti stanno affrontando la situazione negli ambiti di riferimento».
Dal giorno Francesco è stato allontano da scuola. La decisione è stata presa dal gruppo di lavoro, formato dai rappresenti dell’Istituto, del servizio educativo provinciale e dal neuropsichiatra che lo segue.
L’inserimento scolastico dei ragazzi affetti da questa sindrome è un percorso difficile che spesso si arresta. A volte l’alternativa è inserire i ragazzi in strutture semi-residenziali protette ma mamma Bruna, che non ha mai nascosto a nessuno la situazione del suo secondogenito, anzi, per diversi anni ha organizzato una fiaccolata per le vie del centro proprio per sensibilizzare il paese verso una patologia in preoccupante aumento, non l’accetta.
Ora la famiglia del ragazzo ha deciso di raccontare l’accaduto con un video che da alcuni giorni spopola sul web, attirando commenti e polemiche. «Voglio chiarire – ha detto mamma Bruna – questa non è una guerra personale contro docenti e dirigenti ma una battaglia contro le istituzioni e il sistema scolastico. I ragazzi autistici avrebbero bisogno di più supporti come quello della figura di un educatore specializzato in compresenza del professore per poter frequentare la scuola e stare a contatto con i propri coetanei».
La scuola di Orosei sul “caso Francesco”, preferisce limitarsi a un breve commento: «Al fine di evitare strumentalizzazioni e inutili clamori – si legge in una nota – riteniamo opportuno mantenere il dovuto riserbo sulle informazioni relative agli alunni ed in particolare a quelli con disabilità. Si può dire che la delicata vicenda è molto più complessa di quanto emerga nei media. Gli organi competenti stanno affrontando la situazione negli ambiti di riferimento».
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