Nuoro, Ostello della gioventù: la polemica è servita

L'ostello della gioventù di Farcana

L’associazione Salvaguardia del monte Ortobene all’attacco della giunta Soddu.  L’assessore ai Lavori pubblici: «Problemi superati, a breve la struttura aprirà»  

NUORO. I battenti dell’ostello della gioventù di Farcana, costruito in una delle zone più suggestive del territorio di Nuoro, sono ancora chiusi. E non si sa ancora per quanto.

La vicenda della struttura, storica incompiuta del capoluogo, è finita al centro di un polemico confronto tra un’associazione di cittadini e l’amministrazione comunale guidata da Andrea Soddu. Una vicenda ripercorsa dal presidente del sodalizio Salvaguardia monte Ortobene che dopo aver elencato le tappe di quello che a suo dire è un vero e proprio monumento allo spreco di denari pubblici chiede conto agli amministratori comunali del perché l’ostello sia ancora chiuso e in che stato si trovi attualmente.

Pietro Mureddu ricorda che nel 1990 la Regione affidò l’incarico di progettazione per la realizzazione dell'ostello della gioventù. «La struttura, completata nel 2004, oggi è ancora chiusa. Mai utilizzata, affidata in gestione e mai entrata in funzione. Uno spreco di denaro pubblico che i cittadini nuoresi non hanno mai digerito» chiosa il presidente dell’associazione che rincara la dose. «Il 25 febbraio del 2015 i gestori della struttura comunicarono che l’ostello non era collegato alla rete idrica. Chiediamo al sindaco e alla commissione lavori pubblici un sopralluogo urgente insieme al dirigente responsabile. Vogliamo capire in quale stato si trovi l’edificio» afferma Mureddu, snocciolando una lunga serie di domande sulle attuali condizioni dello stabile affidato in gestione alla cooperativa sociale Alternatura guidata da Gianluca Cacciotto.

«È una vergogna che dopo tanti anni un'opera costata circa un milione di euro sia ancora chiusa» è la sua conclusione. L’assessore ai lavori pubblici Antonio Belloi, chiamato in causa dall’associazione, liquida le domande sulle condizioni attuali dell’ostello come una polemica inutile da cui rifuggire ma sottolinea alcune circostanze in grado, secondo il suo punto di vista, di rendere giustizia all’operato della giunta Soddu. «La complessa situazione dell’ostello – spiega l’assessore Belloi – si è verificata antecedentemente al nostro insediamento. Tutte le valutazioni sono state fatte dagli uffici e chiunque è interessato a sapere cosa gli uffici abbiano fatto per risolvere una situazione può fare la richiesta di accesso agli atti. Dalle polemiche ci tiriamo fuori».

L’amministratore comunale non rinuncia però a far sapere che si è in dirittura d’arrivo. «L’apertura dell’ostello è subordinata all’allaccio idrico da parte di Abbanoa» spiega Belloi. Si tratta di un’operazione complessa che prevede il collaudo di tre opere differenti: due serbatoi idrici all’Ortobene e l’impianto di sollevamento fognario a Farcana. «La trafila è stata lunga. Abbiamo dovuto affrontare mille adempimenti, ma siamo in dirittura d’arrivo. E posso dire – conclude – che grazie al nostro impegno e a quello di Abbano a breve, e dopo 30 anni di attesa, saremo presto in grado di aprire l’ostello e di dare risposte concrete anche a tutti gli altri servizi dell’Ortobene». Belloi, che ha scelto la strada della collaborazione con il gestore unico ritiene che questa strada si è rivelata quella vincente, non indica date precise.

Dopo il collaudo Abbanoa potrà dunque prendere in carico gli impianti e la coop che si occupa di ambiente e turismo sostenibile potrà finalmente richiedere l’allaccio. E aprire le porte dell’albergo.
 

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