«Quirra, ambiente contaminato»
di Giusy Ferreli
Il perito Lodi Rizzini al processo: «Presenza di elementi radioattivi e chimici superiore alla norma»
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LANUSEI. «A Quirra ho riscontrato sia la contaminazione dell’ambiente che quella degli esseri viventi ad opera di elementi radioattivi e chimici». Il professor Evandro Lodi Rizzini, che ieri mattina ha testimoniato in veste di consulente tecnico della Procura sul processo ai veleni di Quirra a Lanusei, non ha dubbi.
Gli agenti radioattivi come l’uranio impoverito e il torio e quelli chimici come il piombo e il cerio erano presenti sia nelle aree del Poligono sperimentale interforze del salto di Quirra sia nelle ossa dei pastori deceduti per patologie tumorali e negli animali malformati. «In entrambi i casi è risultata una forte concentrazione di questi elementi, concentrazione ben sopra la norma» ha ribadito il perito della Procura di fronte al giudice monocratico Nicole Serra. I valori del torio presente nella tibia di uno degli allevatori fatti riesumare nel corso delle indagini, erano sei volte superiori alla norma. Altri elementi radioattivi erano presenti nell’ambiente con una concentrazione venti volte superiori. L’esame testimoniale di Lodi Rizzini – già professore ordinario di fisica all’Università di Brescia, di cui è stato direttore del Dipartimento di Chimica e Fisica per l’ingegneria e per i materiali e componente del Cern di Ginevra –, nel processo a carico di otto ex comandanti della base militare accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri è andato avanti per quattro ore e mezzo. Lo scienziato ha risposto alle domande dell’accusa (il pm Daniele Loi e il procuratore Biagio Mazzeo) sostenendo, tra le altre cose i costi per bonificare la zona sarebbero economicamente insostenibili. La deposizione di Lodi Rizzini , è stata preceduta dalla breve deposizione di un altro perito, il medico legale Roberto Marcialis, che ha materialmente eseguito i prelievi dalla tibia dei pastori deceduti di tumore e fatti riesumare nell’inverno del 2011 dall’allora procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi e poi consegnati al professore per i successivi accertamenti. Il processo riprenderà il 17 maggio con il controinterrogatorio di Lodi Rizzini da parte dei legali di parte civile e dei difensori degli otto imputati. Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois, Fulvio Ragazzon, a capo del Poligono e del distaccamento di Capo San Lorenzo tra il 2004 al 2010, si stanno difendendo in aula dall’accusa di non aver sistemato le recinzioni nelle aree delle esercitazioni militari, di non aver interdetto l’area alla popolazione locale, di aver autorizzato o comunque non impedito, anche attraverso cartelli e segnalazioni adeguate, la presenza dei pastori e del bestiame nelle aree dove si svolgevano i test. Dopo l’audizione dei consulenti dell’accusa toccherà alla difesa (gli avvocati Francesco e Pierfrancesco Caput, Andrea Chelo e Leonardo Fillippi) chiamare a deporre i propri testi.
Gli agenti radioattivi come l’uranio impoverito e il torio e quelli chimici come il piombo e il cerio erano presenti sia nelle aree del Poligono sperimentale interforze del salto di Quirra sia nelle ossa dei pastori deceduti per patologie tumorali e negli animali malformati. «In entrambi i casi è risultata una forte concentrazione di questi elementi, concentrazione ben sopra la norma» ha ribadito il perito della Procura di fronte al giudice monocratico Nicole Serra. I valori del torio presente nella tibia di uno degli allevatori fatti riesumare nel corso delle indagini, erano sei volte superiori alla norma. Altri elementi radioattivi erano presenti nell’ambiente con una concentrazione venti volte superiori. L’esame testimoniale di Lodi Rizzini – già professore ordinario di fisica all’Università di Brescia, di cui è stato direttore del Dipartimento di Chimica e Fisica per l’ingegneria e per i materiali e componente del Cern di Ginevra –, nel processo a carico di otto ex comandanti della base militare accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri è andato avanti per quattro ore e mezzo. Lo scienziato ha risposto alle domande dell’accusa (il pm Daniele Loi e il procuratore Biagio Mazzeo) sostenendo, tra le altre cose i costi per bonificare la zona sarebbero economicamente insostenibili. La deposizione di Lodi Rizzini , è stata preceduta dalla breve deposizione di un altro perito, il medico legale Roberto Marcialis, che ha materialmente eseguito i prelievi dalla tibia dei pastori deceduti di tumore e fatti riesumare nell’inverno del 2011 dall’allora procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi e poi consegnati al professore per i successivi accertamenti. Il processo riprenderà il 17 maggio con il controinterrogatorio di Lodi Rizzini da parte dei legali di parte civile e dei difensori degli otto imputati. Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois, Fulvio Ragazzon, a capo del Poligono e del distaccamento di Capo San Lorenzo tra il 2004 al 2010, si stanno difendendo in aula dall’accusa di non aver sistemato le recinzioni nelle aree delle esercitazioni militari, di non aver interdetto l’area alla popolazione locale, di aver autorizzato o comunque non impedito, anche attraverso cartelli e segnalazioni adeguate, la presenza dei pastori e del bestiame nelle aree dove si svolgevano i test. Dopo l’audizione dei consulenti dell’accusa toccherà alla difesa (gli avvocati Francesco e Pierfrancesco Caput, Andrea Chelo e Leonardo Fillippi) chiamare a deporre i propri testi.
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