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Landini al convegno Aiea sull’amianto a Ottana

Landini al convegno Aiea sull’amianto a Ottana

Domani in Barbagia l’ex leader Fiom, ora responsabile per l’ambiente della Cgil Il punto sulle politiche sanitarie di prevenzione degli esposti alla fibra killer

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OTTANA. Ci sarà anche Maurizio Landini domani all’incontro sul caso amianto a Ottana promosso dall’Aiea, l’associazionale nazionale che tutela gli esposti alla fibra killer. L’ex leader della Fiom Cgil, oggi nella segreteria nazionale con la delega all’Ambiente, è stato invitato a partecipare da Sabina Contu, presidente regionale dell’Aiea, da alcuni anni in prima fila per il riconoscimento degli esposti nelle fabbriche di Ottana sino a gli anni 90. All’incontro, in programma all’hotel “Funtana e donne” a partire dalle 9:30, partecipano anche Maura Crudeli, presidente nazionale di Aiea, e Michele Carrus della Cgil nazionale.

Ogni anno, secondo i dati forniti dalla Cgil, muoiono in Italia tremila persone a causa di malattie asbesto correlate, cioè provocate dall'amianto. Una strage silenziosa che fa decine di vittime anche tra gli ex lavoratori degli impianti chimici di Ottana. Secondo i dati forniti dall'Aiea, a tutt'oggi sono più di 120. Tutte vittime, quelle di Ottana, che sino a pochi mesi non avevano nella maggior parte dei casi il riconoscimento della malattia professionale provocata dall'amianto, come previsto dalla legge 257 del 1992 che ha abolito la produzione l'uso di questo materiale cancerogeno. Tutto a differenza di quanto avveniva per i lavoratori di stabilimenti analoghi a quello di Ottana, quali quelli di Brindisi, Ravenna, Marghera e Pisticci, dove la malattia è riconosciuta da tempo. Ora, a distanza di 25 anni dall'entrata in vigore della legge che ha messo al bando l'amianto, il diritto all'indennizzo è stato riconosciuto dall'Inail anche ai lavoratori di Ottana, e riguarda anche i diritti delle vedove degli ex lavoratori scomparsi.

Di questo si parlerà domani e delle battaglie ancora da affrontare per tutelare la salute di chi pur essendo rimasto esposto all’amianto non è ammalato, ma si trova in una situazione di rischio e dunque deve essere costantemente monitorare dalle autorità sanitarie.

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