Lavoravano per 40 ore e gliene pagavano 20, maxi multa per una ditta cinese a Nuoro

L'interno della rivendita cinese a Pratosardo (foto Massimo Locci)

La Guardia di finanza ha scoperto le numerose condizioni capestro imposte al personale in nero in una grande rivendita di casalinghi e abbigliamento a Pratosardo

NUORO. La chicca, che farebbe persino sorridere se non fosse la tomba dei lavoratori e dei loro diritti, si nasconde al punto numero 4 di una paginetta scritta a mano in un italiano decisamente stentato e ricco di errori di ortografia: "Pausa di 5 minuti per merenda o fumare o bagno". Come dire: o mangi, o fumi, o corri alla toilette: perché tutto, nei soli 5 minuti di pausa concessi per ogni turno, non si può fare, né sono ammesse deroghe.

Dopo varie prescrizioni capestro, ultimo passaggio, ma non in ordine di importanza: lavori 40 ore alla settimana? Non importa: ti paghiamo soltanto per 20, come ufficialmente risulta dal contratto part-time. La malattia? Anche quella, a quanto pare, non era affatto pagata, ma anzi, era il lavoratore a doverla pagare.

Il "contratto" con le condizioni capestro che i lavoratori dovevano sottoscrivere

Funzionava così, da almeno un paio di anni, nel grosso negozio di casalinghi e abbigliamento "Iper shopping" gestito a Pratosardo da una ditta cinese e se non fosse stato per un controllo accurato durato più di un mese ed eseguito dal comando di Nuoro della guardia di finanza coordinato dal capitano Michele Bussu - e terminato con l'avvio di un procedimento amministrativo nei confronti della ditta e una maxi sanzione di circa 15mila euro che la ditta dovrà pagare per ogni lavoratore irregolare - l'andazzo sarebbe andato avanti chissà ancora per quanto tempo in spregio a un numero consistente di diritti dei lavoratori. Otto lavoratori di Nuoro, Oliena, Mamoiada e dintorni - erano stati assunti con un contratto irregolare.

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