La Nuova Sardegna

Nuoro

Caserma di Pratosardo, chiesti più posti di lavoro

di Kety Sanna
Caserma di Pratosardo, chiesti più posti di lavoro

La Cisl Funzione pubblica ha sollecitato l’aumento di 8 unità alle 31 esistenti Il segretario Mustaro: «Ci sarà l’esigenza di garantire efficienza dei servizi»

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NUORO. È ormai imminente l’apertura della nuova caserma di Pratosardo e in tanti sperano che questa nuova realtà si ripercuota in termini positivi sull’economia della città e dell’intero territorio provinciale. I giorni scorsi a Cagliari, nella sede del Comando regione militare della Sardegna, si sono incontrati i rappresentanti dell’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali di categoria. Si doveva esaminare la proposta dello stato maggiore sul reimpiego del personale civile che andrà a svolgere le funzioni nella nuova struttura dell’Esercito. Sono 31 le unità di personale che hanno operato sinora nel reparto comando supporto logistico di Viale Sardegna: assistenti amministrativi, ausiliari del settore servizi generali, addetti e assistenti tecnici per l’edilizia e le manutenzioni (falegnami, idraulici, elettricisti, elettromeccanici), tecnici per la motoristica, meccanica e le armi. I lavoratori, tutti provenienti dalla vecchia Artiglieria che negli anni ha subito diverse modifica e funzioni (da base logistica a reparto rifornimenti), verranno assorbiti dal distaccamento del 152° Reggimento fanteria della Brigata Sassari e trasferiti a Pratosardo per assolvere i compiti che il nuovo comando predisporrà in città. Nel corso della riunione a Cagliari la Cisl-Funzione pubblica ha presentato una proposta per ampliare la pianta organica dei dipendenti civili. Franco Mastinu, della Rsu, ha illustrato la proposta che ora andrà al vaglio del Ministero per la convalida finale. «Abbiamo proposto l’aumento di otto unità – ha detto il rappresentante aziendale della Cisl-Fp – sia per fare in modo che alcune figure professionali siano supportate nell’attività quotidiana che si svilupperà nella nuova caserma, ma anche valutando il fatto che, nel giro di qualche anno, una decina degli attuali operatori andranno in pensione considerata la loro età. Ecco perché abbiamo presentato una pianta organica che da 31 unità passi a 39, con più figure professionali al suo interno: un idraulico, due addetti al settore amministrativo, storico-culturale, un elettricista due tecnici per la motoristica, un assistente tecnico per l’edilizia e un assistente di supporto, oltre a quelli già presenti». Giorgio Mustaro, segretario generale della Cisl Fp ha aggiunto: «Non si può aprire una nuova caserma e non prevedere un aumento dell’organico – ha evidenziato – ci sarà l’esigenza di garantire piena efficienza dei servizi in una caserma dove dovrebbero arrivare dai 200 ai 250 soldati. La nostra città, in forte sofferenza sul piano occupazionale, non può limitarsi ad accettare una semplice proposta di trasferimento delle attuali unità nel nuovo sistema operativo. L’apertura della caserma – ha aggiunto il sindacalista – è vista dall’opinione pubblica come un’occasione per dare ossigeno alla richiesta di lavoro. E la risposta della Difesa non può essere solo di natura militare. Ci auguriamo – ha concluso Mustaro – che il ministero della Difesa, che con l’accordo firmato venti anni fa ha dimostrato grande sensibilità per il rilancio anche culturale del nostro territorio con il progetto dell’Università, sappia cogliere l’esigenza di aprire su Nuoro una nuova stagione di collaborazione fra società civile e militari, e possa dare le risposte che i nuoresi si aspettano. Attiveremo tutti canali interni dell’organizzazione perché la nostra proposta venga accolta in sede di contrattazione nazionale».

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