La Nuova Sardegna

Nuoro

Docenti emigrati per il concorso: scoppia la protesta nel Nuorese

Docenti emigrati per il concorso: scoppia la protesta nel Nuorese

I sindacalisti della Gilda, Di Patre e Meloni: «Un trattamento iniquo per i sardi. Daremo battaglia» E una petizione arriva alla deputata Cinque stelle Mara Lapia e ai parlamentari del movimento

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. La Gilda degli insegnanti non usa mezzi termini: «Il ministero – dicono la vicecoordinatrice nazionale, Maria Domenica Di Patre e il coordinatore regionale, Gianfranco Meloni – sta riservando un trattamento incomprensibilmente iniquo agli insegnanti del Nuorese, e ai sardi più in generale, che per poter accedere al concorso per passare di ruolo saranno costretti a sostenere le prove in altre regioni d’Italia. Ancora una volta ci considerano figli di un dio minore. Chiediamo al Miur di consentire loro di svolgere le prove in Sardegna». Monta la protesta, dunque, ancora una volta, tra i docenti della provincia di Nuoro e tra quelli dell’isola: stavolta, l’oggetto delle critiche è, come lo definisce la Gilda che grazie all’intervento di Maria Di Patre sta dando battaglia a Roma, «l’ennesimo duro colpo agli insegnanti sardi inflitto dal ministero». Il fatto è che da qui a qualche mese al massimo 1464 insegnanti sardi, già abilitati, dovranno sostenere un concorso per ottenere l’agognata immissione in ruolo. Tutto bene se non fosse che tempo fa, il ministero avesse promesso che per le la classi di concorso che avessero un certo numero di docenti-candidati, il concorso si sarebbe tenuto in Sardegna. Ma le promesse, evidentemente, non sono state rispettate. E così, spiegano Maria Di Patre e Gianfranco Meloni, «circa 1100 insegnanti sardi, saranno costretti a sostenere le prove in altre regioni d’Italia. Il Lazio, la Toscana, quando va bene, ma la Calabria, la Sicilia, la Campania e altre regioni quasi tutte prive, purtroppo, di collegamenti agevoli con la nostra Isola. La logica degli accorpamenti tra regioni, applicata anche a discipline per le quali in Sardegna si riscontra un elevato numero di aspiranti e un significa tivo fabbisogno regionale ( Italiano e Latino: 49 candidati, Sostegno:73 candidati, Scienze Motorie: 120 candidati, solo a titolo d’esempio), dimostra l’inesistenza di ogni scrupolo nei confronti degli insegnanti residenti in Sardegna che, quali figli di un dio minore, dovranno sostenere oneri economici e di trasferimento di gran lunga superiori a quelli dei loro colleghi. La Gilda esprime anche il timore che gli insegnanti che hanno diritto a sostenere le prove concor suali per più discipline dislocate in regioni diverse siano messi in seria difficoltà».

La vicenda e le proteste dei docenti, oltre a intasare di chiamate la Gilda, hanno preso la forma di una petizione e sono arrivate anche sui tavoli dei parlamentari nuoresi Cinque stelle, e in particolare su quello della deputata Mara Lapia. «Chiediamo – scrivono gli insegnanti – all’onorevole Di Maio e ai deputati e senatori Cinque stelle, di sollecitare l’intervento del Miur per l’attuazione delle prove di concorso in Sardegnam affinché si trovi al più presto una soluzione. Chiediamo anche di continuare a lottare per noi per l’abolizione della “Buona scuola” e per ché venga annullatto il suddetto “concorso farsa”». (v.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative