Ex assessore a processo sindaco Cannas tra i testi
di Giusy Ferreli
L’amministratore di Tortolì chiamato a deporre nel procedimento a carico di Cau L’accusa è di tentata concussione: avrebbe chiesto tangenti a un imprenditore
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LANUSEI. Un testimone eccellente per un processo scottante. Ieri mattina tra le persone chiamati a deporre in aula nel procedimento a carico dell’ex assessore comunale Pier Paolo Cau, accusato di tentata concussione ai danni di un imprenditore tortoliese, c’era anche l’attuale sindaco di Tortolì Massimo Cannas. All’epoca dei fatti contestati a Cau il primo cittadino tortoliese rivestiva il ruolo di assessore all’Urbanistica nella giunta guidata da Mimmo Lerede.
Ma di quelle vicende, culminate nel processo che si sta celebrando di fronte al collegio del tribunale di Lanusei (presidente Giampaolo Piana, a latere Nicole Serra e Fabio Rivellini), ricorda poco o nulla. «Solo una volta il sindaco Lerede – ha detto Cannas – riferì di alcune voci che giravano sul conto di Cau». Chi invece ricorda diverse circostanze è l’allora responsabile del servizio Ambiente del comune, l’ingegnere Mauro Cerina che ha riferito alcuni episodi. Sollecitato dalle domande del pm Nicola Giua Marassi e di Daniele Murru che tutela Bruno Luccisano, il giardiniere tortoliese che denunciò Cau, il professionista ha ricordato alcune«ingerenze indebite». «In un’occasione Cau mi ha chiesto di chiamare Luccisano. Io – ha dichiarato l’ingegnere – mi sono rifiutato di farlo». A trascinare in tribunale Cau (difeso dall'avvocato Marcella Lepori) è stato proprio il suo concittadino. Quest'ultimo aveva raccontato, dapprima al maresciallo dei carabinieri Marcello Cangelosi, che raccolse la querela, e poi in aula, di essere stato ricattato da Cau. La vicenda risale a diversi anni fa: tra il 2009 e il 2011 il giardiniere aveva eseguito in subappalto i lavori che l’amministrazione aveva affidato all’associazione temporanea d’impresa costituita da Asa ed Ecologica. Fu allora che, secondo l’accusa, Luccisano, che aveva svolto dei lavori per conto delle ditte si rivolse a Cau per i ritardi nei pagamenti. L’amministratore si sarebbe offerto di sveltire la pratica dietro il pagamento di una somma. Ma secondo quanto riferito in aula dal giardiniere le proposte andarono oltre. Cau avrebbe detto a Luccisano che in cambio dell’affidamento di tutti i lavori comunali il giardiniere avrebbe dovuto garantire una percentuale. La proposta venne rispedita al mittente che si prese anche una denuncia. Il processo riprenderà il 30 maggio con gli ultimi testimoni della difesa.
Ma di quelle vicende, culminate nel processo che si sta celebrando di fronte al collegio del tribunale di Lanusei (presidente Giampaolo Piana, a latere Nicole Serra e Fabio Rivellini), ricorda poco o nulla. «Solo una volta il sindaco Lerede – ha detto Cannas – riferì di alcune voci che giravano sul conto di Cau». Chi invece ricorda diverse circostanze è l’allora responsabile del servizio Ambiente del comune, l’ingegnere Mauro Cerina che ha riferito alcuni episodi. Sollecitato dalle domande del pm Nicola Giua Marassi e di Daniele Murru che tutela Bruno Luccisano, il giardiniere tortoliese che denunciò Cau, il professionista ha ricordato alcune«ingerenze indebite». «In un’occasione Cau mi ha chiesto di chiamare Luccisano. Io – ha dichiarato l’ingegnere – mi sono rifiutato di farlo». A trascinare in tribunale Cau (difeso dall'avvocato Marcella Lepori) è stato proprio il suo concittadino. Quest'ultimo aveva raccontato, dapprima al maresciallo dei carabinieri Marcello Cangelosi, che raccolse la querela, e poi in aula, di essere stato ricattato da Cau. La vicenda risale a diversi anni fa: tra il 2009 e il 2011 il giardiniere aveva eseguito in subappalto i lavori che l’amministrazione aveva affidato all’associazione temporanea d’impresa costituita da Asa ed Ecologica. Fu allora che, secondo l’accusa, Luccisano, che aveva svolto dei lavori per conto delle ditte si rivolse a Cau per i ritardi nei pagamenti. L’amministratore si sarebbe offerto di sveltire la pratica dietro il pagamento di una somma. Ma secondo quanto riferito in aula dal giardiniere le proposte andarono oltre. Cau avrebbe detto a Luccisano che in cambio dell’affidamento di tutti i lavori comunali il giardiniere avrebbe dovuto garantire una percentuale. La proposta venne rispedita al mittente che si prese anche una denuncia. Il processo riprenderà il 30 maggio con gli ultimi testimoni della difesa.
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