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Nuoro

Il Consorzio tutela Fiore sardo ritira la richiesta della royalty

di Michela Columbu
Il Consorzio tutela Fiore sardo ritira la richiesta della royalty

Gavoi, incontro in Regione con una rappresentanza del gruppo spontaneo di produttori esterni Il sindaco: «Sostegno di Caria sulla metodica, ma “no” al commissariamento dell’associazione»

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GAVOI. Dietro front del Consorzio di tutela del Fiore sardo Dop nei confronti dei produttori esterni all’ente. Secondo quanto riferiscono i pastori infatti, con una seconda lettera il Consorzio ha ritirato la richiesta di pagamento di 3000 euro più Iva a titolo di royalty. Tra dicembre e gennaio infatti, i vertici dell’associazione hanno chiesto ai pastori iscritti al sistema di controllo ma non al sodalizio di tutela, di corrispondere la cifra richiesta per continuare ad utilizzare la nomenclatura Fiore sardo Dop. L’unica conseguenza scaturita da quella richiesta è stata però la costituzione di un gruppo spontaneo di pastori-produttori esterni al consorzio, e l’innalzamento delle barricate nei confronti di un sistema che secondo i veri detentori della tradizione, sta andando nel senso sbagliato. La tassa sul formaggio è stata infatti solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha riacceso i riflettori sulle diverse falle di una realtà che si scontra con lo scopo per cui è nata: la tutela del consumatore finale. Anche se la notizia è che i 3000 euro più Iva non devono essere più corrisposti, rimangono infatti diverse questioni cruciali che vanno ad incidere su tutto il sistema di controllo. Per questo una rappresentanza di pastori-produttori artigianali del Fiore sardo Dop, il sindaco di Gavoi Giovanni Cugusi e il presidente della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Simone Cualbu, hanno incontrato nella giornata del 19 aprile scorso l’assessore regionale all’Agricoltura, Pierluigi Caria e il presidente della quinta Commissione regionale Luigi Lotto. Sul tavolo sono state poste diverse questioni, sulle quali però, sempre a quanto riferisce la delegazione, l’assessore non ha dato le rassicurazioni richieste. Il rappresentante di via Pessagno si è detto disponibile a proseguire il lavoro sulla metodica sviluppata da Porto Conte Ricerche, utile a identificare il formaggio pecorino a latte crudo rispetto a quello con latte termizzato, ma non ha dimostrato la stessa disponibilità alla richiesta del gruppo, di sospensione e conseguente commissariamento del Consorzio di tutela, sino a quando non venga accreditata la nuova metodica di analisi e controllo. «L’assessore si è detto contrario – spiega la delegazione – ribadendo che non è compito della Regione interessarsi della Dop finchè esiste un Consorzio accreditato dal Ministero, alla tutela del disciplinare di produzione che non fa alcuna differenza tra prodotto artigianale e industriale».

«Non è in gioco soltanto il nostro lavoro ma un importante presidio dell’identità e della cultura dell’intera Sardegna – spiega il sindaco e pastore Giovanni Cugusi – La produzione del Fiore sardo e l’indotto ad esso connesso, rappresenta inoltre, un valido strumento capace di creare surplus di reddito in un territorio che oggi soffre, e tanto, le negative congiunture economiche e sociali».

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