MACOMER
“Immagini, suoni e parole”: piccoli giornalisti crescono
di Alessandra Porcu
MACOMER. Si chiama “Immagini, suoni e parole. La voce degli studenti”. Altro non è che uno dei numerosi progetti portati avanti dall’Istituto comprensivo “G. Caria” di Macomer. La scuola, che dopo la...
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MACOMER. Si chiama “Immagini, suoni e parole. La voce degli studenti”. Altro non è che uno dei numerosi progetti portati avanti dall’Istituto comprensivo “G. Caria” di Macomer. La scuola, che dopo la riforma della spending review ha inglobato anche il plesso di Borore, lo porta avanti da un triennio. Si tratta di un programma che, se da una parte punta a dar sfogo alla fantasia dei ragazzi, dall’altra mira a esaltarne le potenzialità. Dodici in tutto i partecipanti. Alunni e alunne scelti dagli insegnanti tra le quinte classi della scuola primaria e le prime della secondaria di primo grado. Ciascuno si è visto assegnare un compito non semplice: ricercare fatti da trasformare in notizie.
Lo scopo? Raccontare le storie da inserire nel giornalino scolastico. Gli alunni e le tre insegnanti referenti, Fatima Mura, Monica Pintus e Olga Urtis, si incontrano due volte al mese per dar gambe al progetto. A loro disposizione una vera e propria redazione, munita di un tavolo circolare e una decina di computers. Gli aspiranti cronisti possono contare anche sull'ausilio di piccoli registratori da utilizzare per la realizzazione delle interviste. Insomma, ai piccoli giornalisti in erba non manca davvero niente per svolgere al meglio il loro lavoro. Tutto merito dell’Istituto e della Fondazione Banco di Sardegna che hanno cofinanziato il progetto con diecimila euro. Ma la prima regola per essere un buon reporter si sa, è la curiosità che di certo non è mancata all’esercito dei dodici armati di penna e taccuino.
C’è chi, appassionato di cavalli, ha deciso di incontrare un cavaliere che da anni partecipa alla Sartiglia di Oristano. Chi, innamorata dei cani, ha voluto saperne di più del mondo a quattro zampe, inondando di domande la volontaria di un’associazione che si prende cura dei trovatelli. E chi, invece, ha deciso di raccontare il faticoso lavoro del collaboratore scolastico. Tra le pagine del giornalino, che verrà pubblicato sul sito dell’Istituto a fine giugno, si potranno trovare tanti altri articoli che parlano del mondo della scuola a tutto tondo. Ci saranno poi curiosità e audio interviste. Non resta che attendere poche settimane e tutto sarà online, per la gioia di grandi e piccini.
Lo scopo? Raccontare le storie da inserire nel giornalino scolastico. Gli alunni e le tre insegnanti referenti, Fatima Mura, Monica Pintus e Olga Urtis, si incontrano due volte al mese per dar gambe al progetto. A loro disposizione una vera e propria redazione, munita di un tavolo circolare e una decina di computers. Gli aspiranti cronisti possono contare anche sull'ausilio di piccoli registratori da utilizzare per la realizzazione delle interviste. Insomma, ai piccoli giornalisti in erba non manca davvero niente per svolgere al meglio il loro lavoro. Tutto merito dell’Istituto e della Fondazione Banco di Sardegna che hanno cofinanziato il progetto con diecimila euro. Ma la prima regola per essere un buon reporter si sa, è la curiosità che di certo non è mancata all’esercito dei dodici armati di penna e taccuino.
C’è chi, appassionato di cavalli, ha deciso di incontrare un cavaliere che da anni partecipa alla Sartiglia di Oristano. Chi, innamorata dei cani, ha voluto saperne di più del mondo a quattro zampe, inondando di domande la volontaria di un’associazione che si prende cura dei trovatelli. E chi, invece, ha deciso di raccontare il faticoso lavoro del collaboratore scolastico. Tra le pagine del giornalino, che verrà pubblicato sul sito dell’Istituto a fine giugno, si potranno trovare tanti altri articoli che parlano del mondo della scuola a tutto tondo. Ci saranno poi curiosità e audio interviste. Non resta che attendere poche settimane e tutto sarà online, per la gioia di grandi e piccini.
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