Manca il numero legale la maggioranza è in bilico
di Francesco Pirisi
Riunione di Consiglio rinviata per l’assenza delle liste Città in Comune e La Base All’origine della protesta malumori per la nomina di Chiara Flore all’Agricoltura
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NUORO. Prima il forfait della Città in Comune, ora sembra non più granitico neppure l’accordo con la Base. La giunta guidata da Andrea Soddu mostra la corda davanti alla verifica politica in maggioranza iniziata in autunno e non ancora chiusa. Il segnale chiaro ieri, quando è saltata la seduta del Consiglio comunale per il mancato raggiungimento del numero legale, fissato in 13 consiglieri. Il presidente Fabrizio Beccu è arrivato a contarne sino a 12, perché le opposizioni hanno interpretato sino in fondo il gioco delle parti politiche, per fermarsi ad assistere dalla tribuna alla sofferenza del governo civico.
Qualche minuto più tardi dallo “scioglimento delle file” decretato da Beccu, i gruppi di opposizione, in maniera unitaria, hanno fatto conoscere le proprie ragioni: «È evidente che verifica e rimpasto hanno acuito tensioni e spaccature. Piuttosto che occuparsi della grave situazione dei conti, piuttosto che promuovere un dibattito serio, la maggioranza è impegnata in una guerra sulla spartizione delle poltrone. Non siamo disposti a fargli da stampella. Il sindaco venga in consiglio ed esponga quella che è la situazione».
Seduta e ordine del giorno a questo punto sono spostati alla seconda convocazione, quando i numeri per la validità della seduta saranno ridotti. Si tratta tuttavia della questione meno stringente per Soddu e la giunta. Ieri il sindaco ha fatto buon viso a cattivo gioco, senza tuttavia tirarsi indietro su alcune considerazioni: «Sono situazioni che si possono determinare nell’amministrazione pubblica. Che la politica non sia un ambito semplice da gestire lo testimonia il piano nazionale e l’attuale difficoltà a dare un governo al paese». In quello che è il rompicapo in municipio, il primo cittadino annuncia una nuova verifica di maggioranza per questi giorni. In cima alla lista la soluzione del nodo determinato dall’atteggiamento del gruppo la Base, per capire i termini della distanza. E insieme il caso aperto da mesi dalla Città in Comune, assente dalle ultime sedute consiliari e fuori dalla giunta all’atto del rimpasto. «Per la Città in Comune, se decidesse di rientrare, è sempre disponibile l’assessorato». La delega è quella dei Servizi sociali, destinata a Maria Boi, che nella prima giunta-Soddu ha gestito gli Affari generali.
Galeotto è stato il cambio, è sembrato potersi dire, considerato il diniego opposto dal gruppo politico a febbraio, all’atto dell’attribuzione delle nuove deleghe: «Il sindaco ci ha messo davanti a un aut-aut e addirittura voleva entrare nel merito del nome da scegliere come assessore», ha dichiarato il consigliere Paolo Manca. Tra la Città in Comune, da una parte, il sindaco e una fetta della maggioranza, dall’altra, non c’è stata passione sin dai primi giorni del mandato. Tra i passaggi mai chiariti la scelta sulla presidenza del consiglio, andata a Fabrizio Beccu, e che vedeva tra i papabili lo stesso Manca. Per quanto riguarda l'enigma-assessorato, l’ingresso in giunta di Chiara Flore (della lista Soddu) ha ridotto i margini di manovra nella rimodulazione delle deleghe. Senza dimenticare la posizione assunta dalla Base, che per le opposizioni è legata agli ultimi atti del sindaco.
Qualche minuto più tardi dallo “scioglimento delle file” decretato da Beccu, i gruppi di opposizione, in maniera unitaria, hanno fatto conoscere le proprie ragioni: «È evidente che verifica e rimpasto hanno acuito tensioni e spaccature. Piuttosto che occuparsi della grave situazione dei conti, piuttosto che promuovere un dibattito serio, la maggioranza è impegnata in una guerra sulla spartizione delle poltrone. Non siamo disposti a fargli da stampella. Il sindaco venga in consiglio ed esponga quella che è la situazione».
Seduta e ordine del giorno a questo punto sono spostati alla seconda convocazione, quando i numeri per la validità della seduta saranno ridotti. Si tratta tuttavia della questione meno stringente per Soddu e la giunta. Ieri il sindaco ha fatto buon viso a cattivo gioco, senza tuttavia tirarsi indietro su alcune considerazioni: «Sono situazioni che si possono determinare nell’amministrazione pubblica. Che la politica non sia un ambito semplice da gestire lo testimonia il piano nazionale e l’attuale difficoltà a dare un governo al paese». In quello che è il rompicapo in municipio, il primo cittadino annuncia una nuova verifica di maggioranza per questi giorni. In cima alla lista la soluzione del nodo determinato dall’atteggiamento del gruppo la Base, per capire i termini della distanza. E insieme il caso aperto da mesi dalla Città in Comune, assente dalle ultime sedute consiliari e fuori dalla giunta all’atto del rimpasto. «Per la Città in Comune, se decidesse di rientrare, è sempre disponibile l’assessorato». La delega è quella dei Servizi sociali, destinata a Maria Boi, che nella prima giunta-Soddu ha gestito gli Affari generali.
Galeotto è stato il cambio, è sembrato potersi dire, considerato il diniego opposto dal gruppo politico a febbraio, all’atto dell’attribuzione delle nuove deleghe: «Il sindaco ci ha messo davanti a un aut-aut e addirittura voleva entrare nel merito del nome da scegliere come assessore», ha dichiarato il consigliere Paolo Manca. Tra la Città in Comune, da una parte, il sindaco e una fetta della maggioranza, dall’altra, non c’è stata passione sin dai primi giorni del mandato. Tra i passaggi mai chiariti la scelta sulla presidenza del consiglio, andata a Fabrizio Beccu, e che vedeva tra i papabili lo stesso Manca. Per quanto riguarda l'enigma-assessorato, l’ingresso in giunta di Chiara Flore (della lista Soddu) ha ridotto i margini di manovra nella rimodulazione delle deleghe. Senza dimenticare la posizione assunta dalla Base, che per le opposizioni è legata agli ultimi atti del sindaco.
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