«Dobbiamo alzare la voce in Regione»
di Luciano Piras
Il vice sindaco Cocco: è necessaria una verifica interna, non possiamo fare spallucce davanti a un muro di gomma
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NUORO. L’amministrazione Soddu è sull’orlo del baratro? La maggioranza che governa la città si è persa cammin facendo? La coalizione al timone del municipio è al capolinea? I conti in rosso del Comune hanno aperto anche una voragine di rappresentanza? E tante, tante altre domande a cascata, dopo il terremoto di lunedì mattina. Eppure, il vice sindaco nonché assessore della Cultura Sebastian Cocco non si lascia travolgere. Anzi: risponde punto su punto, anche alle provocazioni. È un avvocato, del resto. Classe 1976. Uno dei leader della prima ora di La Base.
Cosa è successo lunedì in aula consiliare, perché La Base ha fatto mancare il numero legale e ha preso le distanze dall’amministrazione Soddu?
«Cosa sia successo lo hanno spiegato molto bene i consiglieri del mio movimento. Nessuna presa di distanza, semmai uno stimolo a una effettiva presa di consapevolezza di una situazione che ha due criticità: una interna, rispetto alla esatta composizione della squadra di maggioranza; una esterna, relativa alla efficacia della nostra azione politica riguardo alla straordinaria esposizione debitoria che abbiamo ereditato e che ci costringe a soluzioni dolorose».
Qualche esempio?
«Penso al ridotto contributo per la Biblioteca Satta e all’esiguo sostegno a favore delle attività culturali delle varie associazioni. Quanto alla prima criticità, abbiamo il diritto di sapere con chiarezza se i compagni di viaggio sono gli stessi che hanno scelto gli elettori nel 2015. Quanto alla seconda, riteniamo insufficiente lanciare l’allarme e poi, davanti al muro di gomma della Regione, tirare dritti e fare spallucce. La politica, nei rapporti istituzionali, è lealtà e spirito di collaborazione: ma è anche, necessariamente, conflitto perché gli interessi in gioco sono, appunto, contrapposti».
Il gruppo consiliare La Base accusa Soddu di premiare «coloro che fanno la voce grossa» e di mortificare «coloro che da tre anni operano per onorare il mandato ricevuto dai cittadini». In sostanza: è solo una questione di poltrone?
«Sfido chiunque a trovare un documento con il quale La Base, pur essendo il secondo gruppo della coalizione – ed oggettivamente sotto rappresentato – abbia posto un problema di poltrone. Si è semplicemente fatto un appello a valorizzare la lealtà di un gruppo che ha lavorato sodo in questi anni nell’esclusivo interesse della città; un gruppo consiliare che ha il diritto di conoscere la nuova composizione della giunta non da una mail spedita appena due giorni prima. Se poi il metodo per ottenere gli obiettivi è quello di minacciare assenze strategiche o addirittura votare contro atti importanti come il Piano delle opere pubbliche, ne prendiamo atto».
I conti in rosso del Comune: qual è l’esatto ammontare del debito pubblico locale? Possibile che proprio quando il sindaco chiede aiuto, la maggioranza non trovi un’intesa?
«L’esposizione, solo nei confronti di Cassa depositi e prestiti, ammonta a circa 38 milioni di euro, a cui si sommano gli interessi sino a raggiungere la cifra di circa 67 milioni. Il Comune sta facendo la sua parte con una inedita operazione di ristrutturazione del debito, per limare gli effetti nefasti di un vero e proprio cappio al collo anche per le prossime generazioni. Tuttavia, non basta. La maggior parte di queste partite proviene da mutui contratti nei decenni scorsi per opere pubbliche di interesse sovra comunale e regionale, come le circonvallazioni attorno alla città. Io ho proposto di attivare un pedaggio automobilistico per il transito sulle bretelle stradali che abbracciano la città e destinare il ricavato a coprire il debito. Una provocazione? Certo. Ma se serve a evitare che i nuoresi abbiano meno servizi, occorrono atti di coraggio».
Ci sono margini per una ricucitura e la ripartenza?
«Non ci sarà nessuna ricucitura perché non c’è alcuno strappo. Anche perché occorre contrastare la percezione comune, di questi tempi, secondo cui gli amministratori locali hanno il merito di niente e le colpe di tutto. Io credo che questa maggioranza abbia il merito, e il coraggio, di affrontare a viso aperto non solo le difficoltà del presente ma le incrostazioni del passato con passione, dedizione e competenza, senza scaricare responsabilità su altri».
Cosa è successo lunedì in aula consiliare, perché La Base ha fatto mancare il numero legale e ha preso le distanze dall’amministrazione Soddu?
«Cosa sia successo lo hanno spiegato molto bene i consiglieri del mio movimento. Nessuna presa di distanza, semmai uno stimolo a una effettiva presa di consapevolezza di una situazione che ha due criticità: una interna, rispetto alla esatta composizione della squadra di maggioranza; una esterna, relativa alla efficacia della nostra azione politica riguardo alla straordinaria esposizione debitoria che abbiamo ereditato e che ci costringe a soluzioni dolorose».
Qualche esempio?
«Penso al ridotto contributo per la Biblioteca Satta e all’esiguo sostegno a favore delle attività culturali delle varie associazioni. Quanto alla prima criticità, abbiamo il diritto di sapere con chiarezza se i compagni di viaggio sono gli stessi che hanno scelto gli elettori nel 2015. Quanto alla seconda, riteniamo insufficiente lanciare l’allarme e poi, davanti al muro di gomma della Regione, tirare dritti e fare spallucce. La politica, nei rapporti istituzionali, è lealtà e spirito di collaborazione: ma è anche, necessariamente, conflitto perché gli interessi in gioco sono, appunto, contrapposti».
Il gruppo consiliare La Base accusa Soddu di premiare «coloro che fanno la voce grossa» e di mortificare «coloro che da tre anni operano per onorare il mandato ricevuto dai cittadini». In sostanza: è solo una questione di poltrone?
«Sfido chiunque a trovare un documento con il quale La Base, pur essendo il secondo gruppo della coalizione – ed oggettivamente sotto rappresentato – abbia posto un problema di poltrone. Si è semplicemente fatto un appello a valorizzare la lealtà di un gruppo che ha lavorato sodo in questi anni nell’esclusivo interesse della città; un gruppo consiliare che ha il diritto di conoscere la nuova composizione della giunta non da una mail spedita appena due giorni prima. Se poi il metodo per ottenere gli obiettivi è quello di minacciare assenze strategiche o addirittura votare contro atti importanti come il Piano delle opere pubbliche, ne prendiamo atto».
I conti in rosso del Comune: qual è l’esatto ammontare del debito pubblico locale? Possibile che proprio quando il sindaco chiede aiuto, la maggioranza non trovi un’intesa?
«L’esposizione, solo nei confronti di Cassa depositi e prestiti, ammonta a circa 38 milioni di euro, a cui si sommano gli interessi sino a raggiungere la cifra di circa 67 milioni. Il Comune sta facendo la sua parte con una inedita operazione di ristrutturazione del debito, per limare gli effetti nefasti di un vero e proprio cappio al collo anche per le prossime generazioni. Tuttavia, non basta. La maggior parte di queste partite proviene da mutui contratti nei decenni scorsi per opere pubbliche di interesse sovra comunale e regionale, come le circonvallazioni attorno alla città. Io ho proposto di attivare un pedaggio automobilistico per il transito sulle bretelle stradali che abbracciano la città e destinare il ricavato a coprire il debito. Una provocazione? Certo. Ma se serve a evitare che i nuoresi abbiano meno servizi, occorrono atti di coraggio».
Ci sono margini per una ricucitura e la ripartenza?
«Non ci sarà nessuna ricucitura perché non c’è alcuno strappo. Anche perché occorre contrastare la percezione comune, di questi tempi, secondo cui gli amministratori locali hanno il merito di niente e le colpe di tutto. Io credo che questa maggioranza abbia il merito, e il coraggio, di affrontare a viso aperto non solo le difficoltà del presente ma le incrostazioni del passato con passione, dedizione e competenza, senza scaricare responsabilità su altri».
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