Camera di commercio: è guerra interna
Luciano Piras
Dall’agricoltura all’industria: cinque organizzazioni nuoresi ricorrono al Tar contro la giunta appena eletta nel segno di Cicalò
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NUORO. Graziata dalla mannaia dei tagli meno di un anno fa, la Camera di commercio di Nuoro è nuovamente un campo di battaglia. Di una guerra tutta interna che rischia di far implodere l’ente di via Papandrea. Era soltanto una questione di tempo, ma prima o poi doveva succedere: i nodi al pettine, infatti, sono venuti lunedì pomeriggio, con l’elezione della nuova giunta camerale. Subito contestata da una buona fetta (trasversale) delle rappresentanze. Cinque le componenti che annunciano ricorso al Tar per invalidare il voto di tre giorni fa. «Le nostre organizzazioni Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria, si preparano a presentare il ricorso al Tribunale amministrativo regionale impugnando i risultati dell’elezione dei rappresentanti della giunta camerale». Sotto accusa è il sistema di votazione, in particolare il numero di preferenze assegnate a ciascun consigliere. A firmare la dichiarazione di guerra sono i consiglieri Alessandro Serra e Simone Cualbu, presidente e direttore della Coldiretti; Roberto Bornioli e Paolo Fadda, rispettivamente presidente Confindustria e componente del consiglio direttivo; Salvatore Bussu, presidente della Cia; e Giuseppe Pireddu, presidente Confartigianato.
«Forti dell’appoggio delle nostre associazioni nazionali, che hanno sentito anche Unioncamere – scrivono i ricorrenti –, abbiamo chiesto tempo in modo che la stessa Camera di commercio adottasse un sistema di votazione corretto che potesse portare a un’elezione chiara e giuridicamente fondata e inattaccabile. La nostra richiesta non è stata presa in considerazione e le elezioni sono andate avanti senza il doveroso e opportuno approfondimento tecnico. Ciò ha confermato la fortissima divisione esistente all’interno del Consiglio camerale – sottolineano Serra, Cualbu, Fadda, Bornioli, Bussu e Pireddu –. Una contrapposizione già emersa nel corso delle precedenti sedute, in cui Confesercenti, Cna e Confcommercio non hanno voluto condividere un percorso unitario e che, contrariamente a quanto accaduto in passato, questa volta ha portato all’elezione del presidente (Agostino Cicalò, ndr) senza l’unanimità e senza un programma di mandato, considerato che siamo stati gli unici a presentarne uno, indicando obiettivi e attività specifici».
«Tutto ciò non fa che indebolire la Camera di commercio di Nuoro – insistono i rappresentanti delle cinque organizzazioni “lasciate all’opposizione” – che in questa fase economica e istituzionale così delicata per il territorio deve rappresentare un punto di riferimento forte e autorevole». «Per questo vigileremo con impegno e attenzione affinché non abbia seguito quanto emerso in consiglio camerale da parte di un consigliere esterno al nostro raggruppamento (il riferimento è a Totoni Sanna, della Legacoop, ndr) in merito a ingerenze della politica nella gestione della Camera di commercio, circostanze di cui anche noi abbiamo avuto sentore» denunciano i rappresentanti delle cinque organizzazioni ricorrenti. «Lo verificheremo già nelle prossime settimane quando la giunta, a nostro avviso illegittima, procederà alla nomina dei rappresentanti camerali all’interno degli organi controllati dalla Camera di commercio». In particolare si tratta dei nomi destinati a governare l’Aspen e a far parte della Geasar Spa aeroporto Olbia. «Nomine che ci risulta siano già state lottizzate e spartite all’interno del gruppo ristretto di associazioni che ha sostenuto le elezioni dell’attuale presidente e della maggioranza della giunta. Tali nomine sono comunque a rischio, visto il ricorso che presenteremo al Tar».
«Forti dell’appoggio delle nostre associazioni nazionali, che hanno sentito anche Unioncamere – scrivono i ricorrenti –, abbiamo chiesto tempo in modo che la stessa Camera di commercio adottasse un sistema di votazione corretto che potesse portare a un’elezione chiara e giuridicamente fondata e inattaccabile. La nostra richiesta non è stata presa in considerazione e le elezioni sono andate avanti senza il doveroso e opportuno approfondimento tecnico. Ciò ha confermato la fortissima divisione esistente all’interno del Consiglio camerale – sottolineano Serra, Cualbu, Fadda, Bornioli, Bussu e Pireddu –. Una contrapposizione già emersa nel corso delle precedenti sedute, in cui Confesercenti, Cna e Confcommercio non hanno voluto condividere un percorso unitario e che, contrariamente a quanto accaduto in passato, questa volta ha portato all’elezione del presidente (Agostino Cicalò, ndr) senza l’unanimità e senza un programma di mandato, considerato che siamo stati gli unici a presentarne uno, indicando obiettivi e attività specifici».
«Tutto ciò non fa che indebolire la Camera di commercio di Nuoro – insistono i rappresentanti delle cinque organizzazioni “lasciate all’opposizione” – che in questa fase economica e istituzionale così delicata per il territorio deve rappresentare un punto di riferimento forte e autorevole». «Per questo vigileremo con impegno e attenzione affinché non abbia seguito quanto emerso in consiglio camerale da parte di un consigliere esterno al nostro raggruppamento (il riferimento è a Totoni Sanna, della Legacoop, ndr) in merito a ingerenze della politica nella gestione della Camera di commercio, circostanze di cui anche noi abbiamo avuto sentore» denunciano i rappresentanti delle cinque organizzazioni ricorrenti. «Lo verificheremo già nelle prossime settimane quando la giunta, a nostro avviso illegittima, procederà alla nomina dei rappresentanti camerali all’interno degli organi controllati dalla Camera di commercio». In particolare si tratta dei nomi destinati a governare l’Aspen e a far parte della Geasar Spa aeroporto Olbia. «Nomine che ci risulta siano già state lottizzate e spartite all’interno del gruppo ristretto di associazioni che ha sostenuto le elezioni dell’attuale presidente e della maggioranza della giunta. Tali nomine sono comunque a rischio, visto il ricorso che presenteremo al Tar».
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