La Nuova Sardegna

Nuoro

L’Agrival contro il Comune davanti al Consiglio di stato

di Federico Sedda
L’Agrival contro il Comune davanti al Consiglio di stato

Bolotana, controversia infinita per la rimozione dei rifiuti speciali abbandonati Con una sentenza il Tar aveva ritenuto legittimi i provvedimenti del sindaco

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BOLOTANA. Finirà davanti al Consiglio di Stato la controversia che vede protagonisti il Comune di Bolotana, nella persona del sindaco Annalisa Motzo, e i proprietari dell’Agrival, lo stabilimento dismesso dove un tempo si lavoravano gli scarti di macellazione provenienti da diverse parti dell’isola. Carlo Gagliardo, amministratore unico della società Immobiliare Bolotana con sede a Cagliari, a cui fa capo l’azienda, ed Edda Maffei, socia della stessa società, hanno, infatti, presentato ricorso contro l’ordinanza del Tar regionale che ha respinto l’istanza con la quale i due soci chiedevano l’annullamento delle due ordinanze emesse dal primo cittadino di Bolotana che intimavano ai proprietari dell’Agrival l’immediata rimozione dei rifiuti speciali abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi. La società Immobiliare, in sede di autotutela e dichiarandosi estranea ai fatti, aveva chiesto la revoca del primo provvedimento emesso il 10 novembre 2017.

Il sindaco Motzo non solo non aveva revocato la prima ordinanza, ma il 15 dicembre scorso ne aveva emessa un’altra con gli stessi contenuti e obblighi della precedente, concedendo solo un aumento del termine (60 giorni anziché 10) per ottemperare. I titolari dell’Immobiliare Bolotana avevano così deciso di rivolgersi al Tar con un ricorso dell’avvocato cagliaritano, Fabrizio Montaldo, chiedendo l’annullamento delle ordinanze. Il comune di Bolotana, dal canto suo, decise di resistere in giudizio affidando l’incarico legale all’avvocato Federico Pinna del foro di Cagliari.

Il tribunale amministrativo regionale, con un’ordinanza depositata il 16 febbraio scorso, ha dato regione al Comune ritenendo legittimi i due provvedimenti emessi dal sindaco Motzo. Da qui il ricorso al Consiglio di Stato. Anche stavolta il Comune ha deciso di resistere in giudizio. La vicenda è nata in seguito a una nota del 4 novembre 2017 dei carabinieri della compagnia di Ottana e della stazione del paese che segnalava la presenza, all’interno dello stabilimento Agrival, «di vasche e container colmi di rifiuti di vario genere, in particolare derivanti da scarti di macellazione in avanzato stato di decomposizione».

La presenza dei rifiuti è stata accertata anche da un sopralluogo effettuato dalla polizia locale e da personale dell’ufficio tecnico del Comune.

Da qui il doppio provvedimento del sindaco, emesso nelle vesti di autorità sanitaria locale, che impone ai titolari della società Immobiliare Bolotana, «di provvedere con la massima urgenza e, comunque, entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, alla rimozione dei rifiuti abbandonati e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inottemperanza si procederà d’ufficio addebitando loro le spese e presentando denuncia all’autorità giudiziaria».

Lo stabilimento Agrival venne costruito nell’area industriale di Bolotana agli inizi degli anni Novanta per il pre-trattamento degli scarti di macellazione provenienti dai mattatoi di tutta l’isola. L’attività, che faceva capo all’imprenditore cagliaritano Roberto Vivarelli, è chiusa dal 2010.



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