Pd all’assalto della giunta Soddu «Ormai siamo alla resa dei conti»
Il vice segretario cittadino Manca: «Ancora non abbiamo capito se il Comune è in dissesto» Attacco frontale su NuoroAmbiente, Biblioteca Satta, Fondazione universitaria e rimpasto
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NUORO. «La resa dei conti nella maggioranza in Comune che lunedì mattina ha fatto saltare il consiglio comunale su temi qualificanti, si è finalmente dimostrata per quel che è, un atto di sfiducia a Soddu e alla sua incapacità di tenere insieme 15 consiglieri». Ci va giù pesante, il vice segretario del Pd nuorese Francesco Manca. «Leggendo i nomi degli assenti – dice – emerge che non si tratta di assenze isolate, ma di interi gruppi politici, tra cui quello del vicesindaco (La Base, ha lasciato l’aula anche La Città in Comune, oltre alle minoranze, ndr), che in più occasioni hanno mostrato dubbi o delusione dalla conduzione da parte del sindaco Soddu e dalle sue trasversali alchimie politiche che da tre anni ad oggi non hanno portato nessun risultato, se non accuse, promesse, annunci, illusioni e false speranze».
Tre anni. Dal 2015 a oggi, ossia: da quando proprio Soddu aveva clamorosamente raso al suolo il Pd, costringendo il grande partito ad entrare in municipio con soli tre consiglieri all’opposizione (Alessandro Bianchi, Leonardo Moro e Salvatore Sulas, quest’ultimo passato poi al gruppo misto).
Un momento storico per Nuoro, dopo diversi decenni a guida rossa, messo a segno dalla coalizione (di varie liste civiche) raggruppata attorno ad Andrea Soddu. «Un sindaco presenzialista nei convegni di mezza Sardegna che punta il dito sulle altre istituzioni – attacca ora il vice segretario del Partito democratico nuorese –, ma che continua a non dare risposte chiare ai suoi cittadini; ancora oggi non sappiamo se il Comune è effettivamente in dissesto o se il bilancio è sano come risulta agli atti. L’unico bilancio chiaro è quello delle azioni messe in campo finora dal sindaco – insiste ancora Francesco Manca –: aumento delle indennità della giunta, NuoroAmbiente ancora in proroga, neanche un soldo alla Biblioteca Satta poi salvata dalla Regione, smantellamento della Fondazione universitaria, rimpasti di giunta con rimescolamenti di deleghe e assessori che abbandonano, come quella – manco a dirlo – del Bilancio (il riferimento è a Raffaelina Denti, ndr); manutenzioni urbane inesistenti, ponteggi abbandonati nel cuore della città come l’ex Banca d’Italia, immobili invenduti, bilanci di previsione che non si approvano, un programma elettorale rimasto lettera morta: Nuoro è ferma da tre anni, persa nell’incapacità di Soddu ad uscire dal proprio ruolo di perenne accusatore anziché vestire quelli dell’amministratore». «Tre anni persi – rincara la dose Manca – per mancanza di autorevolezza e credibilità politica nel governo di situazioni complesse che avrebbero meritato competenza e per le quali non è più sufficiente, e i cittadini lo stanno capendo, anche se è tanto di moda, prendersela sempre con gli altri – chiude – in un clima da perenne campagna elettorale». (l.p.)
Tre anni. Dal 2015 a oggi, ossia: da quando proprio Soddu aveva clamorosamente raso al suolo il Pd, costringendo il grande partito ad entrare in municipio con soli tre consiglieri all’opposizione (Alessandro Bianchi, Leonardo Moro e Salvatore Sulas, quest’ultimo passato poi al gruppo misto).
Un momento storico per Nuoro, dopo diversi decenni a guida rossa, messo a segno dalla coalizione (di varie liste civiche) raggruppata attorno ad Andrea Soddu. «Un sindaco presenzialista nei convegni di mezza Sardegna che punta il dito sulle altre istituzioni – attacca ora il vice segretario del Partito democratico nuorese –, ma che continua a non dare risposte chiare ai suoi cittadini; ancora oggi non sappiamo se il Comune è effettivamente in dissesto o se il bilancio è sano come risulta agli atti. L’unico bilancio chiaro è quello delle azioni messe in campo finora dal sindaco – insiste ancora Francesco Manca –: aumento delle indennità della giunta, NuoroAmbiente ancora in proroga, neanche un soldo alla Biblioteca Satta poi salvata dalla Regione, smantellamento della Fondazione universitaria, rimpasti di giunta con rimescolamenti di deleghe e assessori che abbandonano, come quella – manco a dirlo – del Bilancio (il riferimento è a Raffaelina Denti, ndr); manutenzioni urbane inesistenti, ponteggi abbandonati nel cuore della città come l’ex Banca d’Italia, immobili invenduti, bilanci di previsione che non si approvano, un programma elettorale rimasto lettera morta: Nuoro è ferma da tre anni, persa nell’incapacità di Soddu ad uscire dal proprio ruolo di perenne accusatore anziché vestire quelli dell’amministratore». «Tre anni persi – rincara la dose Manca – per mancanza di autorevolezza e credibilità politica nel governo di situazioni complesse che avrebbero meritato competenza e per le quali non è più sufficiente, e i cittadini lo stanno capendo, anche se è tanto di moda, prendersela sempre con gli altri – chiude – in un clima da perenne campagna elettorale». (l.p.)
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