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Nuoro, corsa Arst bloccata: 15 studenti nei guai

di Valeria Gianoglio
Nuoro, corsa Arst bloccata: 15 studenti nei guai

La polizia notifica gli avvisi di conclusione indagine “per interruzione di pubblico servizio” a un folto gruppo di pendolari

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NUORO. «Vai più veloce, deficiente», gli gridavano dai sedili in fondo al pullman, immersi tra gli zainetti, i quaderni ridotti a palline di carta, i giubbotti buttati sui sedili. «Vai più veloce», gli urlavano alle orecchie, fino a stordirlo, incuranti del fatto che in quel momento stesse conducendo, lungo un percorso non proprio agevole, un bestione su quattroruote zeppo di studenti pendolari. E poi, nonostante i tentativi di farli star zitti, i ragazzi del gruppone sul fondo avevano deciso persino di elevare il livello di disturbo: ed è allora che, sulla testa del povero autista, era arrivata una pioggia di palline di carta insieme a un mucchio di schiamazzi, di sedili agitati, di urla. Fino al clou: la leva di sicurezza tirata, le porte che si aprono, la fuga improvvisa, prima che arrivi la polizia e con essa il rischio denunce.

Era stata una fine-turno decisamente complicata, quella del 18 marzo di un anno fa, per un’autista dell’Arst in servizio sulla tratta che da Nuoro si dirigeva poi verso Mamoiada e altri paesi del circondario. Intorno alle 13.40, poco dopo l’orario di chiusura della maggior parte delle scuole superiori nuoresi, il pullman, come sempre, traboccava di studenti che dovevano rientrare nei loro paesi di residenza. La corsa era partita in regola, come tante altre volte ma evidentemente, quel giorno, la sorte, aveva deciso di mettersi di traverso, insieme a un gruppo di vivaci adolescenti.

Dopo aver percorso giusto un paio di chilometri della 389, la statale che da Nuoro porta a Lanusei, e prima incrocia i bivi di Mamoiada, Gavoi, Fonni e altri paesi dell’interno, dentro il pullman si comincia a scatenare l’inferno. Dai sedili sul fondo arrivano i primi schiamazzi e l’autista li sente in modo distinto. E una voce, a un certo punto, si fa largo tra le altre: «Premi sull’acceleratore, deficiente». Seguono altre urla, altri schiamazzi, altri chiari segnali di agitazione incontrollata, da parte di un folto gruppo di studenti pendolari. Il povero autista, stremato, ferma il pullman per qualche istante, si dirige verso i bulletti e tenta un approccio deciso ma tutto sommato ancora accomodante: «Smettetela – dice loro – ché in queste condizioni non riesco a guidare». E poi torna alla sua postazione, ingrana la marcia e ci accinge a continuare la corsa.

Tutto finito? Macchè. Dopo qualche chilometro da Nuoro gli studenti sul fondo del pullman riprendono con la solfa fastidiosa: urla da zoo, insulti, sedili agitati, schiamazzi che rendono impossibile, per il conducente del mezzo, continuare a guidare il bestione. E poi, come se non bastasse, alla fine, nella postazione del conducente, comincia ad arrivare anche una pioggia di palline di carta. Così, il povero autista capisce che avrebbe dovuto ricorrere alle forze dell’ordine: compone il 113 e nel frattempo chiude le porte del pullman che aveva fermato sulla piazzola al km 10 della 389, poco prima della galleria che precede il bivio di Mamoiada: vuole che quel gruppo di teppisti sul fondo venga identificato e passi i guai che merita, dopo aver arrecato tanto disturbo. L’equipaggio di una Volante del commissariato di Orgosolo arriva a razzo: ma nel frattempo i teppisti si sono comunque attrezzati per la fuga. Dopo aver tirato la leva d’emergenza, quella che apre le porte del pullman, si dileguano: chi a piedi, per le campagne, chi facendosi raccattare al volo da qualche conoscente arrivato in auto. Certo è che quando arrivano gli agenti della Volante, dentro il mezzo sono rimasti pochi studenti, e vengono identificati. I loro racconti, insieme alle indagini scrupolose condotte dalla squadra investigativa del commissariato di Orgosolo, guidato dal vicequestore aggiunto Giampiero Putzu, sono stati determinanti per scoprire e denunciare il gruppo di teppisti: sono 15, hanno dai 15 ai 17 anni, studiano in alcune scuole superiori di Nuoro. La Procura dei minori di Sassari li ha iscritti sul registro degli indagati per concorso in interruzione di pubblico servizio e in questi giorni ha notificato gli avvisi di chiusura indagine a tutti gli indagati. Si va verso il processo, dunque.

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