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Nuoro

Sconfitta la peste suina i pastori chiedono di tornare nei pascoli pubblici

Nino Muggianu
Sconfitta la peste suina i pastori chiedono di tornare nei pascoli pubblici

Tensione a Orgosolo per la presentazione delle domande per il "fide pascolo": la Regione non ha ancora dato il via

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ORGOSOLO. Nervi tesi tra gli allevatori "sfrattati" dai terreni gestiti da Forestas (per portare a termine il progetto di eradicazione della Peste Suina Africana), che vorrebbero rientrare con i loro animali nei pascoli, che invece restano vietati nonostante le promesse. Secondo i termini stabiliti dalla Regione c'è ancora una quindicina di giorni di tempo per presentare le domande ma ancora non è stato dato il via. Il timore dei pastori è che poi non ci sia più il tempo per predisporre tutto. Intanto monta la tensione, gli allevatori vorrebbero risposte immediate che l'amministrazione comunale di Orgosolo non può dare.

«Per cercare di risolvere il problema nei giorni scorsi c'è stata persino una seduta del consiglio comunale. Stiamo lavorando di concerto con il Comune di Desulo che ha gli stessi problemi - dice il sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda - con la sostanziale differenza che loro stanno portando avanti le istanze di una quindicina di pastori, per Orgosolo si parla di quasi trecento allevatori».«Gli abbattimenti sono stati fatti - continua Deledda -. È stato detto che è stato risolto il 90% del problema, quindi che adesso se ne tenga conto e si riaprano i pascoli. Il paese ha subito un danno economico enorme ma non se ne vuole tenere conto. Le scadenze per la presentazione delle domande per avere il fide pascolo sono ormai a ridosso, l'11 e il 12 maggio, ma non si fa più in tempo a predisporre le domande».

Secondo il sindaco di Orgosolo c'è bisogno di una proroga dei termini, così da gestire al meglio l'assegnazione dei pascoli. «Adesso che la Regione ha risolto il problema del Psa, come sostiene, che ci ripensi e dia le concessioni di fide pascolo ai pastori che a Orgosolo sono poco meno di 300. Lo chiedo con forza a nome di tutta la categoria assieme al sindaco di Desulo. Non capiamo questa insensibilità al problema. Non è possibile che la Regione si renda responsabile di un danno economico e sociale di questa portata nei nostri territori nel silenzio di tutti. La politica è totalmente assente. I pastori arrivano ogni giorno da me per chiedere spiegazioni che non posso dare. Io devo fare da parafulmine per la Regione, quindi chiedo - conclude il sindaco Dionigi Deledda - che qualcuno dia subito risposte concrete a queste famiglie».

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