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«Scazzottata? No, è stata una vera e propria aggressione»
BUDONI. «Non si è trattato di scazzottata determinata da malintesi o altro, ma di una vera e propria aggressione perpetrata dal conducente dell’autovettura, carabiniere in borghese, il quale nell’occa...
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BUDONI. «Non si è trattato di scazzottata determinata da malintesi o altro, ma di una vera e propria aggressione perpetrata dal conducente dell’autovettura, carabiniere in borghese, il quale nell’occasione non solo non si è fermato all’alt del comandante dei barracelli di Budoni, che nella circostanza ha anche rischiato di rimanere investito, ma sceso dall’auto lo ha aggredito colpendolo con pugni e calci». A precisare quanto accaduto il 25 aprile scorso a Budoni durante il Giro è l’avvocato Piero Angelo Trudda nell’interesse di Adelino Ventroni, comandante della compagnia barracellare di Budoni.
«Una premessa – scrive l’avvocato –: in una manifestazione come quella in corso nel territorio del comune di Budoni, la chiusura temporanea di alcuni tratti di strada è gestita dal comandante della polizia stradale alle cui direttive occorre necessariamente attenersi. Nella circostanza – scrive Trudda – il mio assistito stava presidiando, in un primo momento assieme alla polizia stradale, un posto di blocco a ridosso della zona dove era previsto l’arrivo della gara ciclistica denominata Giro della Sardegna».
«Sempre secondo le direttive del comandante della polizia stradale era stata individuata, poco prima dell’arrivo, una uscita di tutte le autovetture, ad eccezione di quella che trasportava il presidente la giuria. Quando è sopraggiunta l’auto guidata da colui che ha posto in essere l’aggressione, il Ventroni ha sollevato la paletta ed indicato all’autista l’uscita laterale. Ma il conducente anziché fermarsi ha accelerato, forzando il blocco. Questo l’evolversi dei fatti. Nessun malinteso, nessuna esibizione di tesserini, nessuna divisa, ma una improvvisa ed inaspettata aggressione».
«Il Ventroni, ancora scosso per l’accaduto, sbalordito quando ha saputo la professione del proprio aggressore, orgoglioso de servizio che lui ed i suoi uomini svolgono per una comunità, quella di Budoni, che sta crescendo nei giusti valori, ben consapevole che episodi del genere non sono né cercati, né voluti, né condivisi – chiede l’avvocato –, rimane sereno in attesa dell’evolversi delle indagini affidate alla magistratura competente».
«Una premessa – scrive l’avvocato –: in una manifestazione come quella in corso nel territorio del comune di Budoni, la chiusura temporanea di alcuni tratti di strada è gestita dal comandante della polizia stradale alle cui direttive occorre necessariamente attenersi. Nella circostanza – scrive Trudda – il mio assistito stava presidiando, in un primo momento assieme alla polizia stradale, un posto di blocco a ridosso della zona dove era previsto l’arrivo della gara ciclistica denominata Giro della Sardegna».
«Sempre secondo le direttive del comandante della polizia stradale era stata individuata, poco prima dell’arrivo, una uscita di tutte le autovetture, ad eccezione di quella che trasportava il presidente la giuria. Quando è sopraggiunta l’auto guidata da colui che ha posto in essere l’aggressione, il Ventroni ha sollevato la paletta ed indicato all’autista l’uscita laterale. Ma il conducente anziché fermarsi ha accelerato, forzando il blocco. Questo l’evolversi dei fatti. Nessun malinteso, nessuna esibizione di tesserini, nessuna divisa, ma una improvvisa ed inaspettata aggressione».
«Il Ventroni, ancora scosso per l’accaduto, sbalordito quando ha saputo la professione del proprio aggressore, orgoglioso de servizio che lui ed i suoi uomini svolgono per una comunità, quella di Budoni, che sta crescendo nei giusti valori, ben consapevole che episodi del genere non sono né cercati, né voluti, né condivisi – chiede l’avvocato –, rimane sereno in attesa dell’evolversi delle indagini affidate alla magistratura competente».
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