Nuoro, la guerra delle cattedre: scontro tra insegnanti
di Stefania Vatieri
Un esercito di cinquecento docenti precari chiedono il rispetto delle regole. «Noi scavalcati da tutti: ci opponiamo all’inserimento dei diplomati»
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NUORO. Vincitori di concorso, residuali nelle graduatorie per l’accesso al ruolo e anche laureati in scienze della formazione primaria. È l’esercito degli oltre 500 insegnati a “pieno titolo” della scuola dell’infanzia e della primaria, precari storici della provincia nuorese e ogliastrina, che si oppongono con forza alla protesta dei vecchi diplomati magistrali, sfociata in questi giorni in uno sciopero della fame di fronte al Ministero della Pubblica istruzione, contro la sentenza del consiglio di Stato che li ha esclusi dalle graduatorie per l’accesso al ruolo. «Stanno facendo lo sciopero della fame i docenti ricorsisti che hanno preferito prendere una scorciatoia piuttosto che seguire le regole. Stanno facendo lo sciopero della fame i docenti che hanno iniziato ieri a fare questo lavoro pretendendo il ruolo senza alcuna competenza didattica e metodologica. Loro pretendono l’inserimento in graduatoria, noi pretendiamo il ruolo». È il grido di protesta portato avanti con forza dalle insegnanti Eliana Figus, Giovanna Lai, Giovanna L. Mastinu, Daniela Ruggiu, Giovanna Angela Piras, Anna Corsi, Pier Paola Rondoni, Gavina Deriu, Lieta Mele, Tiziana Ventroni e Daniela Chironi, portavoce del movimento che rappresenta oltre 500 docenti della scuola dell’infanzia e primaria della provincia nuorese che si oppongono all’inserimento in graduatoria dei diplomati magistrale e chiedono che venga applicata subito la sentenza del consiglio di Stato. «Ci stiamo battendo per una scuola di qualità che metta avanti la formazione e non l’improvvisazione – spiegano con rabbia –. Rappresentiamo il pensiero di centinaia di docenti del nostro territorio che hanno seguito le regole che in questi anni si sono visti ripetutamente scavalcati da una massa di improvvisati senza titoli validi per insegnare e senza aver superato prima un concorso o un corso speciale. La legge – sottolineano – aveva messo a loro disposizione, così come hanno fatto oltre 34mila loro colleghi, la possibilità di stabilizzarsi attraverso tre concorsi a cattedra, gli ultimi nel 2012 e nel 2016, oppure grazie alla laurea in scienze della formazione primaria, e anche attraverso un corso speciale nel 2005. Ci chiediamo perché non abbiamo mai pensato di intraprendere una di queste strade invece di cercare di scavalcare chi per questo posto ha sudato». È l’ennesimo paradosso del reclutamento nella scuola pubblica che scatena una “guerra tra poveri” per una cattedra e mette gli uni contro gli altri. Da una parte i cosiddetti diplomati magistrali: una marea di almeno 60mila insegnanti a livello nazionale, e qualche centinaio nel territorio nuorese e ogliastrino, che nel 2010 grazie a un ricorso di massa hanno ottenuto l’ingresso nelle graduatorie, chiuse nel 2007, che permettono l’accesso al ruolo senza concorso. Ma che ora, dopo il pronunciamento del consiglio di Stato a dicembre scorso, non potranno essere inseriti nelle graduatorie che permettono l’assunzione, ma solo in quelle utilizzate per le supplenze. Dall’altra parte, invece, gli oltre 115mila docenti, circa 500 nella sola provincia barbaricina, che dopo aver vinto uno o più concorsi, essersi laureati in scienza della formazione primaria o aver seguito corsi speciali, si vedono scavalcati da vecchi e nuovi ricorsisti. «Al grido di “Sì al concorso, No al ricorso” chiediamo che venga applicata la sentenza del consiglio di Stato, che chiude le porte a insegnati che fino a ieri facevano i commessi o i fruttivendoli e che adesso pretendono un ruolo senza alcuna competenza didattica e metodologica – concludono –. Noi lo sciopero della fame non lo facciamo perché la fame la facciamo già da anni».
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