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Nuoro

Sotto accusa anche gli scavi: hanno sforato di 60 metri

NUORO. I tecnici comunali contestano all’impresa Carboni di aver effettuato gli scavi nel cantiere di via Don Bosco senza prendere le dovute precauzioni. Ma la terra e le rocce prelevate dove sono...

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NUORO. I tecnici comunali contestano all’impresa Carboni di aver effettuato gli scavi nel cantiere di via Don Bosco senza prendere le dovute precauzioni. Ma la terra e le rocce prelevate dove sono finite? il quesito è al centro di un’altra ordinanza del sindaco contro il costruttore del 19 marzo scorso, dunque tre giorni prima del crollo del marciapiede. Dopo la segnalazione di un cittadino, infatti, i tecnici hanno appurato che l’impresa ha eseguito gli scavi oltre l’area indicata nel progetto, sforando per un fronte di 60 metri e una larghezza di 20, fino a arrivare al confine con l’area del complesso edilizio in cui si trovano (i negozi Trony e Vestis): un’area sempre di proprietà di Carboni (attraverso la Santa Lucia Immobiliare) ma non «interessata da alcuna opera di trasformazione». Il secondo problema riguarda il materiale prelevato durante gli scavi. La legge consente di utilizzarlo, previa domanda, per reinterri in altri cantieri o aree ben individuate, altrimenti va smaltito nelle discariche per inerti. Il Comune contesta di non aver mai ricevuto notizie sulla destinazione del materiale degli scavi eccedenti, né evidentemente di aver potuto vigilare sulla fatto che si trattasse effettivamente solo di rocce e terra. Anche in questo caso è prevista la segnalazione alla magistratura. (p.me.)

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