La Nuova Sardegna

Nuoro

rimborsi dei medici del 118 

La Corte dei conti condanna la dottoressa assolta nel penale

NUORO. Innocente per la giustizia penale, responsabile per la Corte dei conti. Il medico in forze al 118 di Nuoro passata indenne per il giudizio del tribunale del capoluogo è stata condannata a...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Innocente per la giustizia penale, responsabile per la Corte dei conti. Il medico in forze al 118 di Nuoro passata indenne per il giudizio del tribunale del capoluogo è stata condannata a risarcire 20mila euro. A nulla è servita l’assoluzione di Daniela Brundu, medico di Bosa, finita sotto processo con l’accusa di aver truffato la Asl di Nuoro per presunti rimborsi di carburante gonfiati. Incassato qualche mese fa il verdetto di non colpevolezza, la dottoressa difesa dall’avvocato Gianluigi Mastio dovrà però restituire parte dei soldi che l’allora Asl di Nuoro le aveva liquidato come rimborsi. La Corte dei conti ha ravvisato che parte di quei rimborsi sono stati percepiti illecitamente. In particolare ha ritenuto valida in alcune parti la tesi della Procura, tesi che ha caratterizzato anche lo svolgimento del processo, secondo la quale la dottoressa residente a Bosa non avrebbe potuto recarsi nel paese di residenza con la frequenza indicata nei prospetti dei rimborsi con i quali attestava di aver usato la propria autovettura. «Risulta che la dottoressa abbia svolto turni di servizio talmente prossimi tra loro da rendere quantomeno improbabili che in coincidenza con essi abbia fatto rientro al luogo di residenza considerando proprio che poteva usufruire di un appartamento a Nuoro», si legge nel dispositivo della Corte dei conti. Ai giudici appare «non credibile che il medico si sia accollata i costi della locazione di un appartamento a Nuoro solo per soddisfare esigenze minime quali riposo, pulizia e cambio biancheria». A conti fatti e tenendo o conto proprio dei turni “incriminati” i giudici contabile hanno stabilito in 20.853 euro la somma percepita indebitamente da Brundu. La sentenza della Corte dei conti arriva dopo l’assoluzione del 18 gennaio scorso. Il giudice monocratico Teresa Castagna, dopo una breve camera di consiglio, aveva accolto la richiesta del difensore concordante con quella del pubblico ministero, Sabrina Delinzas. Anche la pubblica accusa nella sua requisitoria, aveva infatti chiesto l’assoluzione dell’imputata alla quale veniva contestato di aver percepito illecitamente una somma pari a 48mila euro nel periodo che va dal 2006 al 2011. Altre cinque dottoresse sulle quali gravava la stessa accusa erano state assolte. (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative