La Procura: firme false, tre a giudizio
di Valeria Gianoglio
Indagato anche il sindaco, chiuse le indagini per altri otto. Chat intercettata: «La Murales è la lista civetta?»
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NUORO. A incastrarli, secondo la Procura che in queste ore ha chiesto il rinvio a giudizio di tre indagati, tra i quali il sindaco Dionigi Deledda e il segretario comunale Gloria Fiore – mentre per altri otto orgolesi è arrivato l’avviso di chiusura indagini – sono anche alcuni messaggi che avevano scambiato via whatsapp, nelle ore concitate che avevano preceduto la formazione delle liste elettorali per le comunali del 2016 a Orgosolo. “Murales è la civetta?”, chiedeva ad esempio al resto del gruppo, e a titolo di conferma, uno dei componenti della chat. E la lista “Murales”, in effetti, secondo gli agenti del commissariato di Orgosolo e gli uomini della Digos, nel paese ai piedi del Supramonte era stata una lista “civetta” a tutti gli effetti, messa su con un ricco corredo di reati.
Una lista “fantoccio”, un espediente, sostiene anche il pm Andrea Ghironi, che il sindaco uscente e ricandidato, Dionigi Deledda, aveva utilizzato per superare lo scoglio del quorum: mettere su una seconda lista per le comunali, raccogliere le firme per questa lista e anche per quella che candidava apertamente lo stesso Deledda, fare in modo che le liste venissero autenticate pur in assenza dei sottoscrittori, e fare così in modo da spianarsi la strada per la rielezione. Questo, dunque, secondo l’accusa. Per la difesa di Deledda e degli altri 10 indagati, in realtà, sia le liste sia le firme raccolte per sostenerle, erano perfettamente regolari.
Le indagini condotte dal commissariato di Orgosolo, guidato dal vice questore Giampiero Putzu, hanno convinto la Procura, tuttavia, chiudere i tre filoni di inchiesta e a chiedere, in queste ore, tre rinvii a giudizio. Tra gli indagati ai quali è stato notificato, invece, l’avviso di chiusura indagine ci sono sette sottoscrittori delle liste: Rosa Giuseppa Biancu, Roberto Cadau, Roberto Menneas, Pasquale Musina, Andrea Rubanu, Pasquale Succu, Francesca Tuffu. Sono accusati di aver fornito false dichiarazioni agli agenti del commissariato. Ovvero di aver firmato le liste alla presenza del segretario comunale Gloria Fiore. Tra gli indagati ai quali è stata notificata la chiusura delle indagini c’è anche una candidata, Maria Musina. Per l’accusa aveva dichiarato «falsamente di aver apposto la sottoscrizione della “dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica di consigliere comunale, per la lista Murales, alla presenza del segretario comunale. Il sindaco Dionigi Deledda, insieme alla ex segretario comunale, Gloria Fiore, e a Francesco Battacone, che aveva presentato la lista “Murales” ritenuta una lista civetta, sono accusati di aver formato “falsamente due elenchi contenenti le sottoscrizioni per la presentazione alle elezioni comunali della lista di candidati denominata “Orgolesi” presentata per le elezioni comunali del Comune di Orgosolo del 5 giugno 2016, avente come candidato sindaco Dionigi Deledda”. Fiore secondo l’accusa, “su richiesta di Deledda, autenticava le sottoscrizioni negli elenchi citati, privi, al momento dell’autentica, dei nomi dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere, attestando falsamente l’avvenuta apposizione in sua presenza delle suddette sottoscrizioni”. Il segretario comunale, insomma, secondo le indagini del commissariato di Orgosolo, aveva attestato falsamente che le firme raccolte per sostenere le due liste erano “genuine” ed erano state apposte alla sua presenza, così come era richiesto dalle norme. Agli agenti del commissariato, tuttavia, diversi testimoni hanno raccontato che il giorno nel quale la FIore diceva di aver autenticato 102 firme, nessuno aveva notato il benché minimo afflusso di persone in municipio. Quelle firme, sostiene la Procura, non erano state apposte alla presenza della Fiore. E il sindaco Deledda, sempre stando agli inquirenti, sapeva perfettamente che quelle firme non avrebbero potuto essere autenticate se non violando la legge. «Deledda – aveva scritto il gip Claudio Cozzella –si è rivelato il vero deus ex machina della competizione elettorale del giugno 2016».
Una lista “fantoccio”, un espediente, sostiene anche il pm Andrea Ghironi, che il sindaco uscente e ricandidato, Dionigi Deledda, aveva utilizzato per superare lo scoglio del quorum: mettere su una seconda lista per le comunali, raccogliere le firme per questa lista e anche per quella che candidava apertamente lo stesso Deledda, fare in modo che le liste venissero autenticate pur in assenza dei sottoscrittori, e fare così in modo da spianarsi la strada per la rielezione. Questo, dunque, secondo l’accusa. Per la difesa di Deledda e degli altri 10 indagati, in realtà, sia le liste sia le firme raccolte per sostenerle, erano perfettamente regolari.
Le indagini condotte dal commissariato di Orgosolo, guidato dal vice questore Giampiero Putzu, hanno convinto la Procura, tuttavia, chiudere i tre filoni di inchiesta e a chiedere, in queste ore, tre rinvii a giudizio. Tra gli indagati ai quali è stato notificato, invece, l’avviso di chiusura indagine ci sono sette sottoscrittori delle liste: Rosa Giuseppa Biancu, Roberto Cadau, Roberto Menneas, Pasquale Musina, Andrea Rubanu, Pasquale Succu, Francesca Tuffu. Sono accusati di aver fornito false dichiarazioni agli agenti del commissariato. Ovvero di aver firmato le liste alla presenza del segretario comunale Gloria Fiore. Tra gli indagati ai quali è stata notificata la chiusura delle indagini c’è anche una candidata, Maria Musina. Per l’accusa aveva dichiarato «falsamente di aver apposto la sottoscrizione della “dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica di consigliere comunale, per la lista Murales, alla presenza del segretario comunale. Il sindaco Dionigi Deledda, insieme alla ex segretario comunale, Gloria Fiore, e a Francesco Battacone, che aveva presentato la lista “Murales” ritenuta una lista civetta, sono accusati di aver formato “falsamente due elenchi contenenti le sottoscrizioni per la presentazione alle elezioni comunali della lista di candidati denominata “Orgolesi” presentata per le elezioni comunali del Comune di Orgosolo del 5 giugno 2016, avente come candidato sindaco Dionigi Deledda”. Fiore secondo l’accusa, “su richiesta di Deledda, autenticava le sottoscrizioni negli elenchi citati, privi, al momento dell’autentica, dei nomi dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere, attestando falsamente l’avvenuta apposizione in sua presenza delle suddette sottoscrizioni”. Il segretario comunale, insomma, secondo le indagini del commissariato di Orgosolo, aveva attestato falsamente che le firme raccolte per sostenere le due liste erano “genuine” ed erano state apposte alla sua presenza, così come era richiesto dalle norme. Agli agenti del commissariato, tuttavia, diversi testimoni hanno raccontato che il giorno nel quale la FIore diceva di aver autenticato 102 firme, nessuno aveva notato il benché minimo afflusso di persone in municipio. Quelle firme, sostiene la Procura, non erano state apposte alla presenza della Fiore. E il sindaco Deledda, sempre stando agli inquirenti, sapeva perfettamente che quelle firme non avrebbero potuto essere autenticate se non violando la legge. «Deledda – aveva scritto il gip Claudio Cozzella –si è rivelato il vero deus ex machina della competizione elettorale del giugno 2016».
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