Processo per l’alluvione la Maltauro va all’attacco
di Valeria Gianoglio
L’impresa: «Diritti violati, le prove sugli argini sono state eseguite senza di noi» E la Procura rileva un errore: nel rinvio a giudizio è saltato il nome di un imputato
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NUORO. Da un lato, i responsabili civili – ovvero gli enti che in caso di condanna degli ottanta imputati, dovrebbero pagare i risarcimenti alle parti civili – che provano a svincolarsi dal maxi processo per l’alluvione del 18 novembre 2013, che vede riunificati l’inchiesta sul ponte di Oloè, il disastro della diga di Torpè e il cedimento del ponte sul Sologo. I responsabili civili chiedono al giudice di dichiarare infondate le pretese risarcitorie e in particolare uno di loro, l’impresa Maltauro, chiede di uscire di scena dal processo perché sarebbe stato violato un suo diritto: quello di essere presente quando i consulenti della Procura avevano eseguito alcuni accertamenti tecnici irripetibili sugli argini del rio Posada.
Dall’altro, la Procura, che rileva e ammette di essersi dimenticata, nel decreto di citazione a giudizio, il nome di un imputato: Luca Piras, ingegnere dell’ufficio tecnico per le dighe di Cagliari. «Ma si tratta, signor giudice, di un mero errore materiale che non ha leso in alcun modo i diritti della difesa – spiegano, ieri mattina, in aula, sia il pm Manuela Porcu, sia il pm Ireno Satta. «Luca Piras – ha precisato il pm Manuela Porcu – era stato correttamente citato negli atti precedenti, quindi questa omissione nel capo B è un errore meramente materiale emendabile già in questa sede».
Di tutt’altro avviso, il difensore di Luca Piras, l’avvocato Marcello Mereu, per il quale l’omissione del nome del suo assistito, anche se solo in un passaggio, costituisce un motivo di nullità del decreto di citazione a giudizio. Il giudice monocratico Giorgio Cannas deciderà nella prossima udienza, fissata per l’11 giugno, se accogliere o meno queste richieste sollevate dalla difesa e dai responsabili civili.
Questi ultimi si sono costituiti in modo ufficiale proprio nel corso dell’udienza di ieri: sono il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, l’impresa Maltauro, la Provincia di Nuoro, la Regione, il Comune di Torpè.
Gli imputati, invece, sono ben 42 e tra loro spiccano molti professionisti, funzionari degli enti preposti al controllo e alla manutenzione delle dighe, esponenti del mondo politico. Date le dimensioni del fascicolo processuale, la riunione dei due procedimenti originari, il numero degli imputati e i relativi capi di imputazione, a meno di scatti improvvisi, dopo questo avvio piuttosto lento, il processo sull’alluvione rischia di avviarsi, come altri, verso la prescrizione.
Dall’altro, la Procura, che rileva e ammette di essersi dimenticata, nel decreto di citazione a giudizio, il nome di un imputato: Luca Piras, ingegnere dell’ufficio tecnico per le dighe di Cagliari. «Ma si tratta, signor giudice, di un mero errore materiale che non ha leso in alcun modo i diritti della difesa – spiegano, ieri mattina, in aula, sia il pm Manuela Porcu, sia il pm Ireno Satta. «Luca Piras – ha precisato il pm Manuela Porcu – era stato correttamente citato negli atti precedenti, quindi questa omissione nel capo B è un errore meramente materiale emendabile già in questa sede».
Di tutt’altro avviso, il difensore di Luca Piras, l’avvocato Marcello Mereu, per il quale l’omissione del nome del suo assistito, anche se solo in un passaggio, costituisce un motivo di nullità del decreto di citazione a giudizio. Il giudice monocratico Giorgio Cannas deciderà nella prossima udienza, fissata per l’11 giugno, se accogliere o meno queste richieste sollevate dalla difesa e dai responsabili civili.
Questi ultimi si sono costituiti in modo ufficiale proprio nel corso dell’udienza di ieri: sono il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, l’impresa Maltauro, la Provincia di Nuoro, la Regione, il Comune di Torpè.
Gli imputati, invece, sono ben 42 e tra loro spiccano molti professionisti, funzionari degli enti preposti al controllo e alla manutenzione delle dighe, esponenti del mondo politico. Date le dimensioni del fascicolo processuale, la riunione dei due procedimenti originari, il numero degli imputati e i relativi capi di imputazione, a meno di scatti improvvisi, dopo questo avvio piuttosto lento, il processo sull’alluvione rischia di avviarsi, come altri, verso la prescrizione.
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