La Nuova Sardegna

Nuoro

«Bonifiche e investimenti per il futuro di Ottana»

di Federico Sedda
«Bonifiche e investimenti per il futuro di Ottana»

Il sindaco Saba chiede a Regione e Governo un Accordo di programma specifico «Non bastano le soluzioni tampone, questo territorio merita ben altro»

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OTTANA. «Non parteciperò più a riunioni o incontri che non risolvono nulla rispetto alla crisi profonda dell’area di Ottana che ha bisogno di ben altro rispetto ai 4 milioni individuati dalla giunta regionale». Il sindaco di Ottana, Franco Saba, che da alcuni mesi ha intrapreso un’azione serrata per cercare di dare un futuro al suo territorio abbandonato dall’industria e dal lavoro, arrivando persino a minacciare le dimissioni, non condivide nulla dei risultati dell’incontro dell’altro ieri in Regione sulla crisi di Ottana al quale hanno partecipato alcuni assessori regionali, il vice presidente della giunta, Raffaele Paci, in rappresentanza del presidente, Francesco Pigliaru, l’amministratore della Provincia di Nuoro, Costantino Tidu, il presidente del Consorzio industriale, Piero Guiso e lui stesso.

«Non c’è stata alcuna svolta rispetto alla situazione precedente – tuona il sindaco –. Il risultato ottenuto, cioè l’impegno a mettere a disposizione 4 milioni di euro per garantire gli ammortizzatori sociali ai 130 lavoratori del settore tessile e per attivare i cantieri comunali del progetto Lavoras, può andare bene per un territorio in sofferenza, ma non certo per un territorio come quello di Ottana che è in stato di coma sociale ed economico. Quando ho minacciato le dimissioni se non fosse stata trovata una soluzione seria e concreta, non chiedevo palliativi o soluzioni tampone, ma interventi che dessero risposte durature a problemi di assoluta emergenza quali la riconversione industriale, il recupero ambientale, la formazione e gli investimenti innovativi. Invece, nulla di tutto questo è stato fatto. Le dimissioni, perciò, sono sempre pronte all’uso. Sì, perché il caso Ottana è stato affrontato ancora una volta all’insegna della temporaneità e della diversità di trattamento rispetto alle soluzioni trovate per altri territori, quali, per esempio, La Maddalena, dove i soldi a disposizione per le bonifiche dell’ex Arsenale sono ben 50 milioni frutto di un accordo Regione-Governo, mentre per Ottana, maltrattata da quarant’anni di industria chimica, non c’è nulla se non qualche spicciolo trovato, peraltro, dai fondi destinati all’assistenza dei disoccupati. Abbiamo bisogno di ben altro – alza la voce Franco Saba – soprattutto per dare luogo alle bonifiche senza le quali non può esserci alcuna prospettiva di sviluppo». Ottana, secondo il primo cittadino, deve avere una priorità assoluta anche rispetto alla crisi del Nuorese. «Il caso Ottana – dice il sindaco – non deve stare all’interno della programmazione territoriale del Nuorese, ma deve essere affrontato nell’ambito di un Accordo di programma specifico, che deve vedere in campo Regione e Governo per effettuare le bonifiche e attrarre nuovi investimenti. Solo così il territorio può avere un futuro. Il resto sono chiacchiere e palliativi». In questo quadro anche la commissione d’inchiesta decisa l’altro ieri dal consiglio regionale per indagare sul caso Ottana non rappresenta una svolta. «Questa decisione – osserva Franco Saba – è arrivata dopo sette mesi. Mi chiedo se servirà a qualcosa visto che i principali responsabili della crisi del territorio e del lavoro sono il governo e la Regione che, nel corso degli anni, non hanno saputo dare prospettive di sviluppo e alternative al fallimento dell’industria».

Franco Saba, però, non demorde. Anzi fa sapere di essere deciso a continuare la sua lotta soprattutto per le bonifiche. «Continuerò a gridare la sofferenza dei disoccupati e di chi ha perso il lavoro per la colpevole inerzia della politica e delle istituzioni che hanno guardato passivamente allo sfacelo di un territorio che continua a morire».

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