La Nuova Sardegna

Nuoro

«Porto, noi in prima linea»

di Sergio Secci

La minoranza risponde alle accuse del sindaco di Siniscola

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SINISCOLA. Porto di Siniscola: si discute ancora sul caso dei mancati finanziamenti per l’importante infrastruttura. I rappresentanti del centrosinistra e gli indipendenti che siedono all'opposizione, respingono al mittente le accuse lanciate dal sindaco Gianluigi Farris. “Il porto fu inserito da subito nell’elenco delle opere strategiche da realizzare in provincia di Nuoro per un importo di 3 milioni di euro già nel 2012, perché valutata da tutti come unica infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico e della nautica da diporto del territorio” scrivono in una nota i rappresentanti della minoranza.

“Sulle infrastrutture c’era l’impegno della Regione, di finanziarle separatamente dagli altri progetti, per dare un impulso immediato alle esigenze del territorio in termini di sviluppo e di occupazione. Il ritardo - spiegano - sta in capo alla Regione che ha accumulato notevoli ritardi, e è sufficiente richiamare le continue note di sollecitazione di comune, confindustria, e organizzazioni di categoria per l’ erogazione dei fondi previsti dai vari atti di accordo. Con senso di democraticità ed equilibrio occorre riconoscere chi effettivamente si è adoperato per anni senza intestarsi la corona di alloro”.

Il centrosinistra e gli indipendenti rivendicano di avere fatto un’attenta azione di programmazione di sviluppo del territorio. “Come sempre capita, quando arrivano i risultati positivi chi è al potere intende farli suoi e negare il lavoro degli altri, spudoratamente, come fa il sindaco Farris” incalzano i consiglieri di opposizione che rispondono anche alle altre accuse mosse dall’attuale primo cittadino . “Se c’è un progetto sul porto elaborato non si sa da chi, si tratta di una questione oltreché grave che implica l’espropriazione del ruolo del consiglio comunale, chiamato a svolgere dai cittadini il ruolo primario di indirizzo per lo sviluppo del territorio. Per quanto riguarda gli altri finanziamenti al ponte di ferro e La Caletta per la prevenzione del rischio idrogeologico, se i medesimi non risultano più nel piano triennale delle opere pubbliche, è giusto che il sindaco, anziché accusare gli altri, vada in consiglio a riferire in merito”.

L’ultima stoccata riguarda la casa del parco. “Se il sindaco svolgesse un’indagine attenta si accorgerebbe che è un’opera remota e che non appartiene alla Giunta passata. Noi non abbiamo lasciato debiti – concludono – tant’è che oggi si può procedere a contrarre mutui liberamente addirittura per importi superiori rispetto al passato”.

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