La Nuova Sardegna

Nuoro

S’arbore chiude le cerimonie per San Francesco

di Alessandro Mele

I nuovi priori, Elia Floris e Antonella Chessa, hanno fatto rientro in città con la teca del santo

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NUORO. È la vallata di Marreri, circa a metà strada tra Nuoro e il santuario nelle campagne di Lula, ad aver ospitato quello che da oltre un secolo rappresenta un passaggio di rito per i nuovi priori: “S’arbore”, il classico appuntamento che si rinnova ogni anno, dopo dieci giorni dall’inizio della novena dove avviene, ancora una volta, il passaggio di consegne tra i nuovi e i vecchi priori.

Si tratta dell’ultimo atto conviviale prima che i nuovi priori Elia Floris e Antonella Chessa, e gli uscenti Salvatore Siotto e Stefania Usai, con la tradizionale nicchia contenente l’effigie di San Francesco e i cavalieri, si incamminino lungo il sentiero tanto storico quanto impervio verso la chiesa del Rosario, nel centro storico del capoluogo barbaricino, per la conclusione delle giornate ma anche per dare appuntamento ai rituali dell’anno venturo. «Una grande emozione – ammette Elia Floris – l’affetto dei tanti pellegrini ci incoraggia e ci aiuta nella realizzazione di questo difficile cammino che abbiamo accettato di percorrere. “S’arbore” rappresenta una tappa fondamentale che ancora una volta testimonia la fede di tanti nuoresi e non solo verso il poverello di Assisi che come da tradizione ci apprestiamo a celebrare».

“S’arbore”, ormai da più di un secolo, rappresenta un banchetto che sa di rito antico, di significati profondi e di emozioni che vengono rese vive dall’affetto della gente. Per i pellegrini rappresenta un lungo tuffo tra le campagne prima di intraprendere l’ultimo tratto, passando per la storica chiesetta della Solitudine dopo la tappa sotto Valverde, in un percorso ricco di emozionalità che anche quest’anno si è svolto senza incidenti, in un clima disteso all’insegna della devozione.

«È la prima volta che partecipiamo al rito de s’arbore – ammette la prioressa Antonella Chessa, visibilmente emozionata –. Non possiamo che ringraziare tutte le persone che hanno scelto di darci una mano in questa impresa. Siamo solo all’inizio di lungo un cammino che durerà tutto l’anno; un cammino che vivremo con dedizione e rispetto dell’incarico. San Francesco è la festa per eccellenza di tutti i nuoresi e con l’aiuto di tutto il priorato e di quanti vorranno darci una mano, faremo il possibile per renderla così come merita».

Intanto Salvatore Siotto e Stefania Usai, priori uscenti, si apprestano a tracciare il bilancio dei festeggiamenti di quest’anno, riflettendo sui risultati di un evento che ha conservato i numeri da oltre un secolo. San Francesco, festa dei nuoresi nel santuario ai piedi del Montalbo di Lula, si conferma una delle ricorrenze più importanti della Sardegna sulla quale poter scommettere.

«È stato un anno importante – ammette Salvatore Siotto, priore uscente – nel quale abbiamo vissuto quest’esperienza con grande spiritualità e giusta dedizione. Auguriamo il meglio a chi ci succede: bonos printzipios e menzus fines».

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