«Bandi regionali, un fallimento»
di Giusy Ferreli
Confcommercio contro la Regione: sbagliata la filosofia, il nostro sistema fortemente penalizzato
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NUORO. Strette nella morsa della crisi le piccole imprese nuoresi boccheggiano. E a poco servono i bandi regionali considerati farraginosi e, soprattutto, poco rispondenti alle esigenze del tessuto imprenditoriale locale. Nel mirino della Confcommercio di Nuoro è finito l’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci reo di aver sbagliato l’impianto dei bandi. «I dati appena divulgati dalla commissione regionale Bilancio sui fondi alle imprese sono quantomeno imbarazzanti per un’amministrazione regionale che aveva annunciato a inizio mandato la ripresa dei bandi regionali a supporto di tutte le imprese, promettendo una nuova stagione di impegni visti i ritardi delle precedenti legislature».
Tasto dolente il bando T1, quello riservato alle nuove imprese. In questo caso il 61 per cento delle domande (288 su 471) sono state respinte. «Questo fatto dimostra – incalza il presidente Agostino Cicalò – non solo che il bando era fatto da pensatori assessoriali fermi agli anni ’50 che pensano che la Sardegna sia una regione a prevalente economia industriale». Nel mirino è finita la mancata analisi del processo di terziarizzazione che – secondo i vertici nuoresi di Confcommercio – ha investito il mondo, Sardegna compresa. «Incuranti di tutto questo – osserva – ci hanno propinato un bando formato industria che si sarebbe dovuto adattare a tutti i comparti, ma i cui risultati sono davanti agli occhi di tutti». I settori che hanno subito le maggiori “bocciature” sono il commercio, che per la prima volta è stato ammesso ai fondi europei, l’artigianato ed il turismo. Cicalò non risparmia critiche: «Soprattutto sul commercio l’assessore Paci, ai tempi della presentazione del bando T1, aveva proclamato che finalmente anche questo settore avrebbe usufruito dei fondi europei. Ma se si pensa di applicare i criteri della petrolchimica a un negozio di prossimità o ad un falegname o ad un ristorante, difficilmente il nostro imprenditore troverà in quegli schemi qualche riferimento alla sua azienda». Il presidente di Confcommercio ricorda che la sua organizzazione ha girato il territorio presentando i bandi e spiegando agli imprenditori che forse era il caso di tornare a investire. «Tutto invano. Le imprese, e soprattutto quelle del nuorese, hanno risposto alla grande, presentando progetti e pagando parcelle ai consulenti per la redazione dei piani ed ora a distanza di un anno e mezzo assistiamo a questo massacro» conclude Cicalò che chiede un’assunzione di responsabilità da parte della Regione. L’assessore Paci interpellato sulla ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione. Per non esacerbare le polemiche.
Tasto dolente il bando T1, quello riservato alle nuove imprese. In questo caso il 61 per cento delle domande (288 su 471) sono state respinte. «Questo fatto dimostra – incalza il presidente Agostino Cicalò – non solo che il bando era fatto da pensatori assessoriali fermi agli anni ’50 che pensano che la Sardegna sia una regione a prevalente economia industriale». Nel mirino è finita la mancata analisi del processo di terziarizzazione che – secondo i vertici nuoresi di Confcommercio – ha investito il mondo, Sardegna compresa. «Incuranti di tutto questo – osserva – ci hanno propinato un bando formato industria che si sarebbe dovuto adattare a tutti i comparti, ma i cui risultati sono davanti agli occhi di tutti». I settori che hanno subito le maggiori “bocciature” sono il commercio, che per la prima volta è stato ammesso ai fondi europei, l’artigianato ed il turismo. Cicalò non risparmia critiche: «Soprattutto sul commercio l’assessore Paci, ai tempi della presentazione del bando T1, aveva proclamato che finalmente anche questo settore avrebbe usufruito dei fondi europei. Ma se si pensa di applicare i criteri della petrolchimica a un negozio di prossimità o ad un falegname o ad un ristorante, difficilmente il nostro imprenditore troverà in quegli schemi qualche riferimento alla sua azienda». Il presidente di Confcommercio ricorda che la sua organizzazione ha girato il territorio presentando i bandi e spiegando agli imprenditori che forse era il caso di tornare a investire. «Tutto invano. Le imprese, e soprattutto quelle del nuorese, hanno risposto alla grande, presentando progetti e pagando parcelle ai consulenti per la redazione dei piani ed ora a distanza di un anno e mezzo assistiamo a questo massacro» conclude Cicalò che chiede un’assunzione di responsabilità da parte della Regione. L’assessore Paci interpellato sulla ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione. Per non esacerbare le polemiche.
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