la replica della direzione ats
di Valeria Gianoglio
NUORO. C’è chi ha 64 giorni di ferie arretrate e circa 240 ore di straordinario accumulato dopo mesi di turni raddoppiati, chi teme di ammalarsi, chi persino di andare in maternità perché sa già che...
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NUORO. C’è chi ha 64 giorni di ferie arretrate e circa 240 ore di straordinario accumulato dopo mesi di turni raddoppiati, chi teme di ammalarsi, chi persino di andare in maternità perché sa già che lascerebbe le colleghe in grande difficoltà, visto che gli ultimi rinforzi temporanei per sostituire lavoratori assenti per cause di forza maggiore, si perdono nella notte dei tempi. Se c’è un reparto della sanità nuorese che versa in condizioni davvero difficili, insomma, è quello di Ostetricia: lo denuncia il Nursind, il sindacato degli infermieri, attraverso il rappresentante provinciale Mauro Pintore, lo sostengono rappresentanti dei lavoratori di lunga esperienza come Anna Rita Ginesu, lo raccontano, tra lo sconforto e la disperazione, gli stessi lavoratori.
«Ostetricia è un reparto da troppo tempo sotto-organico – spiega Anna Rita Ginesu – per tenere aperti gli ambulatori le ostetriche sono costrette anche a fare il doppio turno. Di notte, poi, dovrebbero essere in 3 più una di reperibilità, e invece, sono 2 più una reperibile. E considerato che devono gestire quattro sale travaglio, il pronto soccorso ginecologico, e il cesareo d’urgenza, si capisce che non è possibile continuare così». «Da mesi – spiegano le ostetriche – chiediamo che i vertici dell’azienda ci ascoltino, che ci venga indicato un dirigente che si occupi dell’organizzazione interna, e, nell’immediato, visto che il periodo delle ferie è ormai a ridosso, chiediamo quantomeno che ci mandino almeno 4 rinforzi per consentirci di fare le ferie estive. Basterebbe fare qualche contratto a termine attingendo da una graduatoria per selezione e titoli che esiste già da anni ma dalla quale la nostra azienda, purtroppo, non attinge. Siamo davvero alla frutta, insomma, molte di noi hanno anche 60 giorni di ferie arretrate. E poi c’è un problema di turni. Non stiamo chiedendo la luna, ma solo di farci fare le ferie, di garantire i nostri diritti, e di farci andare a lavorare in sicurezza. Senza dimenticare ch non ci stanno neanche pagando le indennità di sala operatoria, quella di turnazione, il rischio biologico». Da più di un anno, il sindacato Nursind, segnala e denuncia con forza questo lungo elenco di problemi: lo ha fatto scrivendo ai vertici dell’azienda e alla Regione, attraverso l’avvocato del Nursind, Monica Collu. Ma finora, le richieste di rinforzi e quelle per avere un incontro risolutivo, non hanno prodotto risultati concreti. «Da mesi – spiega, infatti, il rappresentante provinciale del sindacato, Mauro Pintore – sollecitiamo i vertici dell’Assl di Nuoro a trovare urgenti soluzioni alla gravi criticità in ginecol-ostetricia al San Francesco. La totale negligenza da parte dell’Assl di Nuoro, il rischio clinico continuamente segnalato e il non rispetto degli standard assistenziali previsti dalle norme regionali e nazionali per i punti nascita mettono quotidianamente in discussione la sicurezza assistenziale che dovrebbe essere garantita per le donne e per i nascituri. Gli organici delle ostetriche sono fortemente sottodimensionati rispetto alle norme sull’accreditamento. A ogni turno di servizio mancano tra le 3 e le 4 ostetriche, considerato che attualmente l’assistenza è fornita da 20 ostetriche con 20 posti letto, 4 sale parto, sala operatoria, pronto soccorso ostetrico. Se non si trova una soluzione immediata, chiederemo l’intervento della Procura».
«Ostetricia è un reparto da troppo tempo sotto-organico – spiega Anna Rita Ginesu – per tenere aperti gli ambulatori le ostetriche sono costrette anche a fare il doppio turno. Di notte, poi, dovrebbero essere in 3 più una di reperibilità, e invece, sono 2 più una reperibile. E considerato che devono gestire quattro sale travaglio, il pronto soccorso ginecologico, e il cesareo d’urgenza, si capisce che non è possibile continuare così». «Da mesi – spiegano le ostetriche – chiediamo che i vertici dell’azienda ci ascoltino, che ci venga indicato un dirigente che si occupi dell’organizzazione interna, e, nell’immediato, visto che il periodo delle ferie è ormai a ridosso, chiediamo quantomeno che ci mandino almeno 4 rinforzi per consentirci di fare le ferie estive. Basterebbe fare qualche contratto a termine attingendo da una graduatoria per selezione e titoli che esiste già da anni ma dalla quale la nostra azienda, purtroppo, non attinge. Siamo davvero alla frutta, insomma, molte di noi hanno anche 60 giorni di ferie arretrate. E poi c’è un problema di turni. Non stiamo chiedendo la luna, ma solo di farci fare le ferie, di garantire i nostri diritti, e di farci andare a lavorare in sicurezza. Senza dimenticare ch non ci stanno neanche pagando le indennità di sala operatoria, quella di turnazione, il rischio biologico». Da più di un anno, il sindacato Nursind, segnala e denuncia con forza questo lungo elenco di problemi: lo ha fatto scrivendo ai vertici dell’azienda e alla Regione, attraverso l’avvocato del Nursind, Monica Collu. Ma finora, le richieste di rinforzi e quelle per avere un incontro risolutivo, non hanno prodotto risultati concreti. «Da mesi – spiega, infatti, il rappresentante provinciale del sindacato, Mauro Pintore – sollecitiamo i vertici dell’Assl di Nuoro a trovare urgenti soluzioni alla gravi criticità in ginecol-ostetricia al San Francesco. La totale negligenza da parte dell’Assl di Nuoro, il rischio clinico continuamente segnalato e il non rispetto degli standard assistenziali previsti dalle norme regionali e nazionali per i punti nascita mettono quotidianamente in discussione la sicurezza assistenziale che dovrebbe essere garantita per le donne e per i nascituri. Gli organici delle ostetriche sono fortemente sottodimensionati rispetto alle norme sull’accreditamento. A ogni turno di servizio mancano tra le 3 e le 4 ostetriche, considerato che attualmente l’assistenza è fornita da 20 ostetriche con 20 posti letto, 4 sale parto, sala operatoria, pronto soccorso ostetrico. Se non si trova una soluzione immediata, chiederemo l’intervento della Procura».
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