dorgali, intervento del pd
La polemica sulla Tosap travolge anche i tavolini di Gonone
di Nino Muggianu
DORGALI. Continua la polemica sulla tassa sul suolo pubblico adottate dalla giunta comunale. Questa volta a intervenire è Valentina Schirru, segretario del gruppo Pd che contesta «la poca trasparenza....
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DORGALI. Continua la polemica sulla tassa sul suolo pubblico adottate dalla giunta comunale. Questa volta a intervenire è Valentina Schirru, segretario del gruppo Pd che contesta «la poca trasparenza. l’entità e le modalità di applicazione della tassa, pur ritenendo che l’aumento era necessario, ma non di questa entità». Una polemica che ha spezzato in due il paese. Da una parte, chi ritiene sia troppo pesante la tassa applicata, dall’altra i cittadini di Cala Gonone la pensano diversamente: dove sono i casotti con i tavoli dei ristoranti dovrebbe essere la passeggiata con vista mare per tutti e non per pochi. Per Giovanni Fancello «i tavolini dovrebbero essere attaccati alle strutture e lasciare la passeggiata a mare, libera, evitando anche il via vai dei camerieri con gli spaghetti, in mezzo alla calca».
Posizioni diverse che ogni inizio stagione si accendono per poi spegnersi gradatamente. «A pochi giorni dalla scadenza del pagamento del canone di suolo pubblico la risposta ufficiale dell’amministrazione alle molteplici domande poste dai cittadini e dagli operatori turistici che ormai a Gonone hanno costituto un fronte comune, ancora non arriva – afferma Schirru –. Rimbalzano solo risposte vaghe emerse anche dall’incontro, quasi forzato, voluto dagli operatori qualche giorno nella casa comunale».
Il gruppo Pd, pur sostenendo che il canone di locazione del suolo pubblico andasse adeguato e rivisto, perché fermo da decenni, contesta l’entità e la modalità dell’aumento, ravvisando inoltre una maniera ingannevole di sottoporre la questione in consiglio alla minoranza, pur di strappare il voto favorevole delle opposizioni. Queste ultime, facendo riferimento ai dati del bilancio, che riporta un aumento della tassa del circa 27%, incrementando dunque gli introiti dalla stessa da 88mila euro a 120mila annui, un aumento congruo e accettabile. Inaccettabile, l’aumento del 400% delle tariffe stagionali e per uso temporaneo, che mettono in ginocchio un’economia incerta e fortemente segnata dalla crisi, compromettendo e limitando fortemente anche la possibilità di creare nuovi posti di lavoro in molteplici settori non solo in quello turistico». Inoltre per Schirru c’è una seria preoccupazione per chi dovesse trovarsi a chiedere una concessione temporanea da privato o anche nell’edilizia, settore in già fortemente mortificato dalla crisi.
Posizioni diverse che ogni inizio stagione si accendono per poi spegnersi gradatamente. «A pochi giorni dalla scadenza del pagamento del canone di suolo pubblico la risposta ufficiale dell’amministrazione alle molteplici domande poste dai cittadini e dagli operatori turistici che ormai a Gonone hanno costituto un fronte comune, ancora non arriva – afferma Schirru –. Rimbalzano solo risposte vaghe emerse anche dall’incontro, quasi forzato, voluto dagli operatori qualche giorno nella casa comunale».
Il gruppo Pd, pur sostenendo che il canone di locazione del suolo pubblico andasse adeguato e rivisto, perché fermo da decenni, contesta l’entità e la modalità dell’aumento, ravvisando inoltre una maniera ingannevole di sottoporre la questione in consiglio alla minoranza, pur di strappare il voto favorevole delle opposizioni. Queste ultime, facendo riferimento ai dati del bilancio, che riporta un aumento della tassa del circa 27%, incrementando dunque gli introiti dalla stessa da 88mila euro a 120mila annui, un aumento congruo e accettabile. Inaccettabile, l’aumento del 400% delle tariffe stagionali e per uso temporaneo, che mettono in ginocchio un’economia incerta e fortemente segnata dalla crisi, compromettendo e limitando fortemente anche la possibilità di creare nuovi posti di lavoro in molteplici settori non solo in quello turistico». Inoltre per Schirru c’è una seria preoccupazione per chi dovesse trovarsi a chiedere una concessione temporanea da privato o anche nell’edilizia, settore in già fortemente mortificato dalla crisi.
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