Veleni di Quirra, la difesa incalza il super perito
di Giusy Ferreli
Lanusei, il consulente della Procura depone al processo contro gli ex comandanti «Valori anomali di torio nelle ossa dei pastori. Necessari altri approfondimenti»
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LANUSEI. «Non ho valutato il rischio radiologico ma verificato la presenza del torio nelle tibie e nell’ambinete». È stata una giornata impegnativa per il consulente tecnico dell’accusa al processo sui veleni di Quirra, Evandro Lodi Rizzini. Ieri mattina, di fronte al giudice del Tribunale di Lanusei Nicole Serra, il professore di Fisica nucleare, ha dapprima risposto all’accusa, il pm Daniele Loi e il procuratore Biagio Mazzeo che hanno proseguito l’esame iniziato nella scorsa udienza, e poi è stato sottoposto al fuoco di fila delle domande da parte della difesa degli imputati.
Il perito, in una complessa analisi di dati scientifici, ha ribadito in aula la presenza anomala di torio nelle tibie dei pastori deceduti per tumore e fatti riesumare dall’allora procuratore Domenico Fiordalisi. Ha anche contestato la metodologia utilizzata da Mario Mariani che, su incarico del gip Nicoal Clivio aveva eseguito degli accertamenti sull’inquinamento nel Poligono di Quirra. Le parti civili hanno considerato esaustiva la sua deposizione e non hanno fatto domande. Subito dopo è toccato all’avvocato Andrea Chelo (che ha parlato a nome dell’intero collegio difensivo degli otto ex comandanti della base militare accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri) condurre l’esame del perito, esame che è andato avanti per diverse ore. Incalzato dal difensore, Lodi Rizzini ha detto di non aver fatto gli accertamenti dal punto di vista del rischio radiologico. Il controinterrogatorio è proseguito. La difesa ha contestato come , di fronte ai valori anomali del torio presente nelle ossa dei pastori, non ci sia stato un ulteriore approfondimento. «Ha confrontato i dati in suo possesso con quello di altre persone non esposte?» ha chiesto Chelo, «No » è stata la risposta. Un altro confronto ha riguardato la pericolosità del torio. Per contestare quanto affermato da Lodi Rizzini la difesa ha prodotto uno studio di scienziati tedeschi che, per conto dell’agenzia internazionale della ricerca sul cancro, attesta come il torio sia da ritenersi cancerogeno ma solo per inoculazione. Non ci sono evidenze scientifiche sulla cancerogenità del torio inalato. Il processo, che vede imputati otto militari in servizio al Poligono Interforze del Salto di Quirra tra il 2004 e il 2010 (Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Gianfranco Fois, Paolo Ricci e Fulvio Ragazzon) riprenderà il 7 giugno.
Il perito, in una complessa analisi di dati scientifici, ha ribadito in aula la presenza anomala di torio nelle tibie dei pastori deceduti per tumore e fatti riesumare dall’allora procuratore Domenico Fiordalisi. Ha anche contestato la metodologia utilizzata da Mario Mariani che, su incarico del gip Nicoal Clivio aveva eseguito degli accertamenti sull’inquinamento nel Poligono di Quirra. Le parti civili hanno considerato esaustiva la sua deposizione e non hanno fatto domande. Subito dopo è toccato all’avvocato Andrea Chelo (che ha parlato a nome dell’intero collegio difensivo degli otto ex comandanti della base militare accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri) condurre l’esame del perito, esame che è andato avanti per diverse ore. Incalzato dal difensore, Lodi Rizzini ha detto di non aver fatto gli accertamenti dal punto di vista del rischio radiologico. Il controinterrogatorio è proseguito. La difesa ha contestato come , di fronte ai valori anomali del torio presente nelle ossa dei pastori, non ci sia stato un ulteriore approfondimento. «Ha confrontato i dati in suo possesso con quello di altre persone non esposte?» ha chiesto Chelo, «No » è stata la risposta. Un altro confronto ha riguardato la pericolosità del torio. Per contestare quanto affermato da Lodi Rizzini la difesa ha prodotto uno studio di scienziati tedeschi che, per conto dell’agenzia internazionale della ricerca sul cancro, attesta come il torio sia da ritenersi cancerogeno ma solo per inoculazione. Non ci sono evidenze scientifiche sulla cancerogenità del torio inalato. Il processo, che vede imputati otto militari in servizio al Poligono Interforze del Salto di Quirra tra il 2004 e il 2010 (Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Gianfranco Fois, Paolo Ricci e Fulvio Ragazzon) riprenderà il 7 giugno.
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