La Nuova Sardegna

Nuoro

Comune contro Carboni, preavviso di demolizione

di Paolo Merlini
Comune contro Carboni, preavviso di demolizione

Crollo in via Don Bosco, nuovo provvedimento dell’ufficio tecnico  Contestata la mancanza di una firma nella comunicazione di avvio dei lavori

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NUORO. Si inasprisce ulteriormente lo scontro tra il Comune e l’impresa Carboni, impegnata nella costruzione di un centro commerciale in via Don Bosco, lungo il cosiddetto asse attrezzato a Funtana Buddia, ormai diventato lo snodo principale della media e grande distribuzione in città. L’ultimo provvedimento è ancora dell’ufficio tecnico e si tratta di un “preavviso di diffida a demolire” che accusa l’impresa di aver cominciato la costruzione in assenza di titoli e con interventi edilizi difformi da quanto approvato nel progetto esecutivo. Al responsabile della società immobiliare, il geometra Mauro Carboni, viene comunicato di «aver avviato il procedimento amministrativo» tale da potersi concludere con la demolizione ai sensi dell’articolo 4 della legge regionale 23 del 1985. Il procedimento burocratico che potrebbe portare alla demolizione riguarda le «opere edilizie strutturali di fondazione ed elevazione seguite fino alla data odierna (il provvedimento è di giovedì 17 maggio, ndr) nell’immobile in oggetto».

La diffida è il sesto provvedimento “sanzionatorio” che nell’arco di poche settimane l’impresa Carboni riceve dall’ufficio tecnico del Comune. Tutto è nato il 22 marzo scorso, quando in seguito alle piogge allora incessanti è franata una parte del marciapiede di via don Bosco proprio a ridosso degli scavi per il cantiere. Il giorno successivo il Comune intimava all’impresa la messa in sicurezza del cantiere e il ripristino del marciapiede dopo la frana che aveva evidenziato una situazione di pericolo anche nella carreggiata stradale. Secondo i tecnici del Comune, l’impresa Carboni avrebbe ignorato l’ordinanza, proseguendo nei lavori di costruzione delle fondamenta del futuro centro commerciale. Un mese dopo, sempre in seguito ad altre piogge di notevole intensità, si era verificato un secondo crollo, tale da compromettere in modo ancora più evidente la sicurezza della strada, che infatti è stata chiusa al traffico in un senso di marcia per più di una settimana. Il Comune aveva dunque bloccato i lavori del cantiere, consentendo all’impresa però di proseguire la messa in sicurezza, che è tutt’ora in corso.

Ma per quale motivo si è arrivati sino alla richiesta di demolizione? Il Comune sostiene che l’impresa sia munita solo di un’autorizzazione per lo sbancamento, ma che la comunicazione di inizio dei lavori da parte dell’impresa non sia avvenuta nei termini di legge. L’impresa sostiene che il motivo è tutto nella mancanza di una firma digitale e sostiene di poter chiarire ogni aspetto nell’ambito di un confronto con l’amministrazione comunale.



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