«Acqua torbida per la pioggia»
di Valeria Gianoglio
Abbanoa: «Per questo abbiamo dovuto aggiungere disinfettante». Non potabilità solo in alcuni rioni
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NUORO. Tutta colpa delle abbondanti precipitazioni delle ultime settimane, dice Abbanoa. Tutta colpa delle piogge consistenti se – spiega il gestore unico delle risorse idriche in Sardegna – il Govossai è diventato un bacino torbido a tal punto da costringere chi lo gestisce ad aumentare l’immissione di un disinfettante come il trialometano. È per questa ragione che l’acqua arrivata in rete in alcune zone di Nuoro, nelle ultime ore, è risultata fuori norma per un parametro particolare: quello chiamato “thm”, ovvero un sottoprodotto della disinfezione dell’acqua. Ma è solo in alcune zone della città, precisa ancora Abbanoa, che l’acqua è risultata fuori norma per quel parametro: è la zona del tribunale, di Sant’Onofrio, del corso Garibaldi, di Mughina e Monte Jaca, di piazza Vittorio Emanuele, piazza Mameli, via Manzoni, via Catte, via Gramsci e via Convento. In buona parte del centro, insomma, l’acqua immessa in rete è risultata carica di una percentuale fuori norma di disinfettante. «Ma i parametri sono a norma negli altri punti di campionamento», precisa Abbanoa.
Certo è che ieri, dopo aver analizzato con attenzione la situazione, il Comune ha deciso di modifica in parte la precedente ordinanza sull’acqua che aveva emesso nella tarda serata di venerdì. «Il sindaco – si legge nel passaggio chiave della nuova ordinanza firmata dal primo cittadino, Andrea Soddu – vietato l’utilizzo dell’acqua della rete idrica per il consumo umano diretto e per la preparazione di bevande e alimenti in cui rappresenti il componente principale limitatamente alle seguenti aree: zona Sant’Onofrio, zona Tribunale, corso Garibaldi, zona Mughina, zona Monte Jaca, giardini pubblici piazza Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Catte, via Gramsci, via Convento e piazza Mameli. È consentito l’utilizzo per il lavaggio degli alimenti, per l’igiene della persona e della casa; È fatto obbligo al Responsabile della gestione dell’acquedotto di adottare tempestivamente i necessari provvedimenti al fine di ripristinare la qualità dell’acqua della rete in conformità ai parametri stabiliti dal decreto legislativo 31 del 2001». E proprio su questo fronte, Abbanoa spiega che i suoi tecnici sono al lavoro proprio per far cessare “il fenomeno transitorio” dell’immissione nel Govossai del disinfettante anti-torbidità. Il paramento fuori norma, precisa ancora il gestore unico, superava di poche decine di microgrammi per litro il limite fissato dall’Italia, ma era comunque ben al di sotto di quello indicato dall’Unione Europea. «Da parte dei tecnici di Abbanoa – spiega in conclusione il gestore unico – sono in corso le verifiche costanti sul rientro del fenomeno transitorio. In alternativa all’acqua del Govossai, sono già in corso le manovre per aprire l’approvvigionamento del potabilizzatore dall’invaso di Olai dove il fenomeno dell’intorbidimento delle acque grezze è meno accentuato».
Certo è che ieri, dopo aver analizzato con attenzione la situazione, il Comune ha deciso di modifica in parte la precedente ordinanza sull’acqua che aveva emesso nella tarda serata di venerdì. «Il sindaco – si legge nel passaggio chiave della nuova ordinanza firmata dal primo cittadino, Andrea Soddu – vietato l’utilizzo dell’acqua della rete idrica per il consumo umano diretto e per la preparazione di bevande e alimenti in cui rappresenti il componente principale limitatamente alle seguenti aree: zona Sant’Onofrio, zona Tribunale, corso Garibaldi, zona Mughina, zona Monte Jaca, giardini pubblici piazza Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Catte, via Gramsci, via Convento e piazza Mameli. È consentito l’utilizzo per il lavaggio degli alimenti, per l’igiene della persona e della casa; È fatto obbligo al Responsabile della gestione dell’acquedotto di adottare tempestivamente i necessari provvedimenti al fine di ripristinare la qualità dell’acqua della rete in conformità ai parametri stabiliti dal decreto legislativo 31 del 2001». E proprio su questo fronte, Abbanoa spiega che i suoi tecnici sono al lavoro proprio per far cessare “il fenomeno transitorio” dell’immissione nel Govossai del disinfettante anti-torbidità. Il paramento fuori norma, precisa ancora il gestore unico, superava di poche decine di microgrammi per litro il limite fissato dall’Italia, ma era comunque ben al di sotto di quello indicato dall’Unione Europea. «Da parte dei tecnici di Abbanoa – spiega in conclusione il gestore unico – sono in corso le verifiche costanti sul rientro del fenomeno transitorio. In alternativa all’acqua del Govossai, sono già in corso le manovre per aprire l’approvvigionamento del potabilizzatore dall’invaso di Olai dove il fenomeno dell’intorbidimento delle acque grezze è meno accentuato».
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