dopo cinque mesi
Il Museo Ciusa riaprirà al pubblico il primo giugno
NUORO. Salvo imprevisti dell’ultim’ora, il Museo Ciusa, chiuso al pubblico ormai da cinque mesi, dovrebbe riaprire ai visitatori il primo giugno. È il risultato dell’intesa fra Comune e Provincia all’...
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NUORO. Salvo imprevisti dell’ultim’ora, il Museo Ciusa, chiuso al pubblico ormai da cinque mesi, dovrebbe riaprire ai visitatori il primo giugno. È il risultato dell’intesa fra Comune e Provincia all’indomani di un incontro convocato per risolvere il caso che, settimana dopo settimana, si era rivelato difficile da sbrogliare quanto imbarazzante. È stato un confronto pacato ma dai toni decisi, in cui è stata ventilata anche l’ipotesi che il Man (il museo che fa capo alla Provincia) potesse spostare dal Tribu-Museo Ciusa (edificio di proprietà comunale) la propria collezione permanente di arte sarda del ’900, costituita da alcune centinaia di opere e unica in Sardegna (molte delle quali in comodato gratuito, tra gli altri da parte dello stesso Comune). Eventualità scongiurata, almeno per il momento, perché il Comune è riuscito a ripristinare il servizio di vigilanza, lo stesso che era venuto a mancare dal primo gennaio di quest’anno e che aveva portato alla chiusura. Il problema è stato risolto perché nella nuova convenzione del 18 maggio tra il Comune e la società di vigilanza è stato inserito anche il Museo Ciusa. La coop avrebbe assicurato anche l’installazione di due telecamere dentro il museo collegate con la propria centrale. L’altro nodo da risolvere era il problema delle pulizie: anche qui il Comune non era più riuscito ad assicurarle, nonostante nella convenzione che nel 2016 aveva portato alla riapertura del museo (e l’apporto del Man nella gestione) fosse detto chiaramente che tale servizio dovesse essere a carico dell’amministrazione comunale. Anche qui, dopo che la Provincia, cioè il Man, si è offerto di garantire le pulizie straordinarie (5 mesi di polvere nelle sale e soprattutto sulle opere) in vista della riapertura del primo giugno, in futuro il Comune dovrebbe riuscire a mandare il personale con cui è già convenzionato con una cadenza periodica.
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