Intesa sul Ciusa, si riapre a giugno
di Paolo Merlini
Comune e Provincia hanno trovato un accordo su sorveglianza e pulizie nel museo chiuso da 5 mesi
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NUORO. Salvo imprevisti dell’ultim’ora, il Museo Ciusa, chiuso al pubblico ormai da cinque mesi, dovrebbe riaprire ai visitatori il primo giugno. È il risultato dell’intesa fra Comune e Provincia all’indomani di un incontro convocato proprio per risolvere il caso che, settimana dopo settimana, si era rivelato difficile da sbrogliare quanto imbarazzante. La riunione è stata convocata dal commissario straordinario della Provincia Costantino Tidu, presente insieme con il dirigente del settore Cultura Giuseppe Zucca, il presidente e il neo direttore del Man, Tonino Rocca e Luigi Fassi, appena insediatosi. Per il Comune erano presenti il sindaco Andrea Soddu, l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco e il dirigente del settore Cultura Francesco Rosu. È stato un confronto pacato ma dai toni decisi, in cui è stata ventilata anche l’ipotesi che il Man (il museo che fa capo alla Provincia) potesse spostare dal Tribu-Museo Ciusa (edificio di proprietà comunale) la propria collezione permanente di arte sarda del ’900, costituita da alcune centinaia di opere e unica in Sardegna (molte delle quali in comodato gratuito, tra gli altri da parte dello stesso Comune). Eventualità scongiurata, almeno per il momento, perché il Comune è riuscito a ripristinare il servizio di vigilanza, lo stesso che era venuto a mancare dal primo gennaio di quest’anno e che aveva portato alla chiusura. Tutto ciò nonostante il compito dei vigilantes della coop La Nuorese si limitasse soprattutto all’apertura dell’ingresso del museo, così da consentire l’accesso delle due persone che a turno gestiscono la biglietteria (a carico del Man), e alla relativa chiusura a fine giornata.
Il problema è stato risolto perché nella nuova convenzione del 18 maggio tra il Comune e la società di vigilanza è stato inserito tra i vari immobili nei quali svolgere “Servizi integrati di vigilanza armata, portierato e altri servizi” anche il Museo Ciusa, che inciderà per poco più di quindicimila euro ogni anno (nel 2018 poco meno di ottomila euro, visto che il museo è rimasto chiuso per 5 mesi). La coop avrebbe assicurato anche l’installazione di due telecamere dentro il museo collegate con la propria centrale (parrà strano, ma non ce n’erano). L’altro nodo da risolvere era il problema delle pulizie: anche qui il Comune non era più riuscito ad assicurarle, nonostante nella convenzione che nel 2016 aveva portato alla riapertura del museo (e l’apporto del Man nella gestione) fosse detto chiaramente che tale servizio dovesse essere a carico dell’amministrazione comunale. Anche qui, dopo che la Provincia, cioè il Man, si è offerto di garantire le pulizie straordinarie (5 mesi di polvere nelle sale e soprattutto sulle opere) in vista della riapertura del primo giugno, in futuro il Comune dovrebbe riuscire a mandare il personale con cui è già convenzionato con una cadenza periodica. Infine, l’impianto elettrico danneggiato dai temporali di inizio anno verrà riparato, con un sospiro di sollievo da parte del Man, che temeva per lo stato di salute e il possibile degrado delle opere, che in qualche caso datano più di un secolo, in un ambiente non adeguatamente climatizzato.
Il problema è stato risolto perché nella nuova convenzione del 18 maggio tra il Comune e la società di vigilanza è stato inserito tra i vari immobili nei quali svolgere “Servizi integrati di vigilanza armata, portierato e altri servizi” anche il Museo Ciusa, che inciderà per poco più di quindicimila euro ogni anno (nel 2018 poco meno di ottomila euro, visto che il museo è rimasto chiuso per 5 mesi). La coop avrebbe assicurato anche l’installazione di due telecamere dentro il museo collegate con la propria centrale (parrà strano, ma non ce n’erano). L’altro nodo da risolvere era il problema delle pulizie: anche qui il Comune non era più riuscito ad assicurarle, nonostante nella convenzione che nel 2016 aveva portato alla riapertura del museo (e l’apporto del Man nella gestione) fosse detto chiaramente che tale servizio dovesse essere a carico dell’amministrazione comunale. Anche qui, dopo che la Provincia, cioè il Man, si è offerto di garantire le pulizie straordinarie (5 mesi di polvere nelle sale e soprattutto sulle opere) in vista della riapertura del primo giugno, in futuro il Comune dovrebbe riuscire a mandare il personale con cui è già convenzionato con una cadenza periodica. Infine, l’impianto elettrico danneggiato dai temporali di inizio anno verrà riparato, con un sospiro di sollievo da parte del Man, che temeva per lo stato di salute e il possibile degrado delle opere, che in qualche caso datano più di un secolo, in un ambiente non adeguatamente climatizzato.
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