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Nuoro

Lecci di nuovo in pericolo per l’attacco di cocciniglia

Lecci di nuovo in pericolo per l’attacco di cocciniglia

L’amministrazione comunale sta organizzando un piano di disinfestazione L’assessore all’Ambiente: «Siamo in stretto contatto con l’Università»

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NUORO. Dopo le palme, ora altri parassiti hanno dichiarato guerra al verde pubblico. Ad essere a rischio per via della cocciniglia i lecci di via della Resistenza, via Repubblica e via Deffenu, fino a via Convento. A lanciare l’allarme qualche giorno fa, una lettrice di questo quotidiano, preoccupata dello stato in cui si trovano i maestosi alberi di viale Repubblica che con le loro folte chiome regalano ombra nelle e ore più calde dell’estate. L’amministrazione comunale da tempo si è messa in moto per risolvere il problema che si presenta ormai a cadenza quasi annuale.

«Siamo in attesa di incontrarci di nuovo con l’Università che dovrà indicarci il modo migliore per intervenire – ha detto l’assessore all’Ambiente del comune di Nuoro, Giuliano Sanna –. Il problema dei lecci, in verità, ci era stato segnalato un anno fa dal movimento politico Liberu, che denunciava l’attacco a queste piante che, senza un intervento immediato, sarebbero morte. Anche allora ci siamo mossi subito con la consapevolezza che debellare la Nidularia Pulvinata non è semplice, proprio quando colpisce gli alberi in un centro abitato. In questi casi – aggiunge l’assessore – occorre intervenire sui singoli arbusti e i tempi si allungano. Abbiamo chiesto la collaborazione dell’Università di Sassari, Dipartimento di Agraria e del Corso di Scienze forestali, che hanno sempre monitorato il problema e studiato quale fosse il momento migliore per effettuare l’intervento».

Sul caso, un anno fa era intervenuto l’entomologo e professore ordinario dell'Università di Sassari, Pietro Luciano che aveva spiegato come, a differenza dei lecci dell’Ortobene che vivendo nel proprio habitat hanno la corteccia più grossa e quindi più difficilmente attaccabile, le piante cittadine, al contrario, vivono in condizioni di stress perciò sono anche più deboli. Le piante attaccate, progressivamente subiscono il disseccamento di porzioni di chioma, causato dalla continua suzione di linfa da parte del fastidioso parassita.

«Un primo rimedio contro parassiti, funghi e insetti è sicuramente far sta bene le piante con annaffiature e adeguate aiuole – aveva sottolineato l’esperto –. A danno fatto, i comuni dovrebbero stanziare le risorse per curare le piante con trattamenti fitosanitari, oli bianchi e insetticidi».

Un bel daffare per l’amministrazione comunale, settore Ambiente, che per fronteggiare il fenomeno, evitando possibilmente metodi invasivi, dovrà mettere immediatamente a punto un vero e proprio piano di disinfestazione per curare e proteggere questi alberi, altrimenti condannati a morte certa. (k.s.)

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