La Nuova Sardegna

Nuoro

Mille iscritti in meno in un anno: a scuola ora è allarme rosso

di Paolo Merlini
Mille iscritti in meno in un anno: a scuola ora è allarme rosso

Calo delle nascite e spopolamento all’origine del crollo soprattutto negli asili. L’analisi del provveditore Del Rio

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NUORO. La Sardegna centrale si spopola, in modo graduale e inesorabile, e gli effetti negativi di questo fenomeno vengono alla luce in uno dei settori vitali del tessuto sociale, la scuola. E anticipano la Barbagia di domani, con un numero sempre maggiore di anziani e servizi ridotti all’essenziale. Il calo delle iscrizioni per il prossimo anno 2018-2019 è netto e impietoso, come rivelano i numeri venuti alla luce negli ultimi giorni, con una diminuzione netta di 930 unità nei vari ordini di scuola. Addirittura peggio dello scorso anno, come ammette il provveditore agli studi di Nuoro Mario Francesco Del Rio, che segnala una progressiva diminuzione che procede inesorabile già da una decina d’anni, e che proprio nel 2017 sembrava aver toccato l’apice. «Il fenomeno è concreto e allarmante, certo. Nelle scuola infanzia – dice Del Rio – assistiamo a un calo delle iscrizioni notevole di volta in volta. Il problema è che gli effetti sul mondo scolastico li vedremo in misura ancora maggiore negli anni, perché questi numeri negativi si ripercuoteranno fra tre anni sulle scuole elementari, fra otto sulle medie, e poi sulle superiori».

Le cause? «Il calo delle nascite, sicuramente, ma direi soprattutto lo spopolamento che riguarda le aree interne. Non a caso i dati delle coste sono in contro tendenza: a Tortolì, per esempio, abbiamo ben due istituti comprensivi, a Lanusei solo uno. Così come se il nostro provveditorato avesse ancora le competenze geografiche precedenti, che includevano San Teodoro e Budoni, il dato sarebbe differente e meno allarmante».

Il calo delle iscrizioni scolastiche, dunque, come cartina di Tornasole di una più generale crisi del sistema sociale ed economico delle zone interne. Ciò che stupisce infatti è che i dati attribuiscono alla provincia di Nuoro il primato negativo in termini assoluti, oltre che percentuali: con 930 unità in meno, Nuoro è infatti la provincia che perde più di tutte le altre, perché Cagliari e Sassari, per esempio, che hanno una popolazione nettamente superiore, si attestano rispettivamente a meno 572 e e meno 662 (Oristano perde 447 tra scolari e studenti). Da notare infine come il calo di iscritti della Provincia di Nuoro sia sostanzialmente identico a quello della popolazione, che nel 2017 a registrato un saldo negativo di poco più di 900 unità.

Come si rifletterà tutto questo sul lavoro degli insegnanti? Quanti docenti nei prossimi anni dovranno temere per il proprio posto di lavoro? «Il problema non si pone ancora in questi termini – continua il provveditore –. Molti insegnanti stanno andando in pensione, in più di un caso grazie agli incentivi consentiti dalle norme Ape social. Resta il fatto che questa situazione blocca al momento ogni possibilità di turn over, in questa come in altre categorie lavorative».

Non è dello stesso parere il sindacato Snals Confsal, che attraverso il segretario provinciale Antonio Graziano Boi ha denunciato il caso: «In moltissimi paesi della nostra provincia le scuole continueranno a essere chiuse, o razionalizzate per usare il termine politicamente corretto del ministero dell’Istruzione. Ma un territorio senza scuole è evidentemente un territorio senza futuro».

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