«Assoluzione per Nivola Non fu evasione fiscale»
Il pubblico ministero è d’accordo con la difesa del costruttore di Orani Il processo è stato aggiornato al 19 giugno per le eventuali repliche e la sentenza
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NUORO. Il processo per evasione fiscale a carico dell’amministratore unico della Nivola costruzione srl è agli sgoccioli. In tribunale a Nuoro su un punto ieri mattina avvocato e pubblico ministero si sono trovati d’accordo: sulla richiesta di assoluzione per l’ imputato, il costruttore oranese Angelo Nivola.
Una discussione velocissima sia per la pubblica accusa che per la difesa. Al termine della requisitoria il pm, Riccardo Stara, ha infatti chiesto l’assoluzione perchè nel dibattimento non sono emerse sufficienti prove a carico dell’imputato accusato di essersi avvalso di fatture per operazioni inesistenti al fine di frodare il fisco. Il difensore dell’impresario edile, Agostinangelo Marras nella sua arringa, rivolgendosi al giudice monocratico Teresa Castagna che ha aggiornato l’udienza al 19 giugno per le eventuali repliche delle due parti, ha sollecitato l’assoluzione piena per il suo assistito. Prima della discussione in aula ha deposto la curatrice fallimentare della società (accusata di essersi fatta intestare fatture per 43mila euro), ha attestato il corretto operato di Nivola. Il processo celebrato nel palazzo di giustizia è il primo troncone dell’inchiesta della Procura di Nuoro che ha visto l’imprenditore coinvolto con il padre e altre persone in un ’indagine complessa oltre che per evasione fiscale anche per bancarotta fraudolenta. Indagine costata anche gli arresti domiciliari al giovane. Secondo l’accusa Angelo e Giuseppe Nivola, nonostante il fallimento di una delle loro società avvenuto nel dicembre del 2013, la “Nivola costruzioni” appunto, avrebbero continuato ad operare sfruttando la stessa organizzazione di impresa e svuotando le casse della società. L’indagine era partita nel 2014da una verifica fiscale da par te dei militari del comando provinciale della guardia di finanza di Nuoro poco prima del fallimento dell’impresa con l’obiettivo di controllare la documentazione fiscale e ha portato, secondo i militari, a scoprire il piano per depauperare il patrimonio della società, in frode all’erario e agli ignari creditori. Il processo per bancarotta fraudolenta di fronte al tribunale collegiale di Nuoro prenderà il via il prossimo 29 giugno. (g.f.)
Una discussione velocissima sia per la pubblica accusa che per la difesa. Al termine della requisitoria il pm, Riccardo Stara, ha infatti chiesto l’assoluzione perchè nel dibattimento non sono emerse sufficienti prove a carico dell’imputato accusato di essersi avvalso di fatture per operazioni inesistenti al fine di frodare il fisco. Il difensore dell’impresario edile, Agostinangelo Marras nella sua arringa, rivolgendosi al giudice monocratico Teresa Castagna che ha aggiornato l’udienza al 19 giugno per le eventuali repliche delle due parti, ha sollecitato l’assoluzione piena per il suo assistito. Prima della discussione in aula ha deposto la curatrice fallimentare della società (accusata di essersi fatta intestare fatture per 43mila euro), ha attestato il corretto operato di Nivola. Il processo celebrato nel palazzo di giustizia è il primo troncone dell’inchiesta della Procura di Nuoro che ha visto l’imprenditore coinvolto con il padre e altre persone in un ’indagine complessa oltre che per evasione fiscale anche per bancarotta fraudolenta. Indagine costata anche gli arresti domiciliari al giovane. Secondo l’accusa Angelo e Giuseppe Nivola, nonostante il fallimento di una delle loro società avvenuto nel dicembre del 2013, la “Nivola costruzioni” appunto, avrebbero continuato ad operare sfruttando la stessa organizzazione di impresa e svuotando le casse della società. L’indagine era partita nel 2014da una verifica fiscale da par te dei militari del comando provinciale della guardia di finanza di Nuoro poco prima del fallimento dell’impresa con l’obiettivo di controllare la documentazione fiscale e ha portato, secondo i militari, a scoprire il piano per depauperare il patrimonio della società, in frode all’erario e agli ignari creditori. Il processo per bancarotta fraudolenta di fronte al tribunale collegiale di Nuoro prenderà il via il prossimo 29 giugno. (g.f.)
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