tribunale
Delitto Sale, i periti in aula: nessuna traccia sull’imputato
NUORO. Sbrogliare la matassa sui due incidenti probatori che avevano dato esiti discordanti è il compito dei due consulenti tecnici del tribunale di Nuoro nel processo per l’omicidio del giovane di...
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NUORO. Sbrogliare la matassa sui due incidenti probatori che avevano dato esiti discordanti è il compito dei due consulenti tecnici del tribunale di Nuoro nel processo per l’omicidio del giovane di Dorgali Sebastiano Sale. I due periti dell’Università di Torino, Grazia Mattutino e Stefano Conti sono stati incaricati di rivalutare i prelievi eseguiti su Fabio Useli, accusato di aver ucciso il suo compaesano nel 2008. E la relazione di ieri mattina, di fronte alla Corte d’assise presieduta da Giorgio Cannas, ha segnato un punto a favore della difesa. Questa terza perizia, che si aggiunge alla altre due, non ha rinvenuto le particelle di antimonio, bario e piombo imputabili allo sparo, riscontrate nel corso del primo incidente probatorio. Sui prelievi eseguiti su Useli, sottoposto allo stub nell’immediatezza dei fatti, il primo perito ha trovato queste tracce, tracce che invece non sono presenti nè nella seconda nè nell’ultima perizia. C’è poi un altro fatto rilevante.
«Dobbiamo tener conto che in casa di Useli – hanno detto i consulenti – c’era una fonte di contaminazione innocente quali le custodie di due pistole giocattolo consegnate agli investigatori».
In queste due contenitori hanno trovato diverse particelle, costituite dagli stessi elementi. Il pm Giorgio Bocciarelli, si è riservato di sentire i due periti. Il ventenne Sebastiano Sale, appena condannato dal Tribunale dei minori per una violenza sessuale di gruppo, era stato ucciso in un bar al centro di Dorgali da due killer che entrati nel locale e avevano sparato numerose fucilate. A distanza di otto anni dall’omicidio, le indagini sono state riaperte, ma soltanto Useli, difeso dagli avvocati Lorenzo Soro e Pasquale Ramazzotti, è arrivato davanti ai giudici. La famiglia della vittima è rappresentata dall’avvocato Basilio Brodu. Il processo riprenderà il 19 giugno. (g.f.)
«Dobbiamo tener conto che in casa di Useli – hanno detto i consulenti – c’era una fonte di contaminazione innocente quali le custodie di due pistole giocattolo consegnate agli investigatori».
In queste due contenitori hanno trovato diverse particelle, costituite dagli stessi elementi. Il pm Giorgio Bocciarelli, si è riservato di sentire i due periti. Il ventenne Sebastiano Sale, appena condannato dal Tribunale dei minori per una violenza sessuale di gruppo, era stato ucciso in un bar al centro di Dorgali da due killer che entrati nel locale e avevano sparato numerose fucilate. A distanza di otto anni dall’omicidio, le indagini sono state riaperte, ma soltanto Useli, difeso dagli avvocati Lorenzo Soro e Pasquale Ramazzotti, è arrivato davanti ai giudici. La famiglia della vittima è rappresentata dall’avvocato Basilio Brodu. Il processo riprenderà il 19 giugno. (g.f.)
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