Piano sul debito, è scontro con i partiti d’opposizione
di Paolo Merlini
Martedì il consiglio si esprime sulla proposta di estinzione anticipata dei mutui L’obiezione di Saiu: «L’ente è in pieno dissesto, quale banca gli farebbe credito?»
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NUORO. Si prevede un clima di scontro nella riunione di consiglio in programma martedì 29 su un unico punto, l’estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti per far fronte, nel tempo, ai risarcimenti milionari di numerosi espropri. La giunta Soddu ha già anticipato i contenuti della sua proposta, che dovrebbe garantire negli anni a venire un risparmio di dieci milioni per le casse comunali, e chiede l’approvazione del consiglio. In sostanza cosa propone la maggioranza? Il Comune ha un debito con la Cassa nazionale che complessivamente ammonta a 38 milioni, spalmato su 162 posizioni, ai quali si aggiungono interessi di ammortamento per circa 26 milioni. Sono mutui contratti in anni in cui i tassi di interesse erano particolarmente alti, dice Soddu. Così, in attesa di un aiuto legislativo da parte della Regione, ammesso che arrivi, pensa di estinguere il capitale e pagare la mora, e contemporaneamente guardarsi in giro tra gli istituti di credito alla ricerca di condizioni più favorevoli. Capitale a parte, l’operazione verrebbe a costare 8 milioni 728mila euro, ma il Comune dopo aver partecipato a un bando nazionale ha ottenuto un contributo ministeriale di 2 milioni e mezzo proprio per fronteggiare il debito, e dunque l’esborso ammonterebbe a 6 milioni 165mila euro (più i 38 milioni del capitale). Infine, Soddu ha più volte sottolineato come la maggior parte dei consiglieri in carica oggi, all’epoca in cui vennero effettuati gli espropri poi risultati milionari andassero alle scuole elementari, dunque non hanno responsabilità sul debito.
Le reazioni. Il primo a far sentire la propria voce è stato Francesco Manca, ex segretario cittadino e attuale vice provinciale del partito che, va ricordato, in consiglio può contare solo sull’ex sindaco Bianchi. Sbagliato rinegoziare il prestito e gli interessi, dice Manca, è il debito che va ridiscusso, andando a rinegoziarlo alla fonte, cioè con gli ex proprietari dei terreni destinati a edilizia e opere pubbliche che hanno diritto a cospicui risarcimenti. Dice Manca: «Perché se una commissione tributaria lo condanna una volta su un tema, il Comune si ostina, per casi analoghi, a fare gli stessi errori e a intraprendere sempre e continuamente strade giudiziali i cui prevedibili effetti negativi si riflettono sulla collettività?». Il problema è che il Comune quelle strade le ha già tentate da tempo, perdendole, come fa notare il capogruppo di Scegliamo Nuoro Fausta Moroni, che addebita proprio al centro sinistra più di una responsabilità e fa notare come si tratti di sentenze passate in giudicato: «In passato, infatti, quando c'erano le cause giudiziarie, gli amministratori avrebbero dovuto istituire un fondo di riserva e accantonare i soldi necessari per pagare, in caso di perdita, le spese. Invece, le spese delle sentenze non sono mai state pagate e sono diventate conti fuori bilancio, che oggi, sì , ricadono su i cittadini».
La polemica. Sul caso interviene anche il consigliere Pierluigi Saiu. «È di qualche settimana fa la disperata richiesta d’aiuto di Soddu alla Regione per salvare il Comune dalla bancarotta – dice il consigliere di Uniti per Nuoro – La somma indicata per salvarsi è stata di 20 milioni di euro. Può un ente in queste condizioni essere considerato finanziariamente affidabile sul mercato? Può essere considerato affidabile un ente che ha difficoltà a pagare i suoi debiti, per stessa ammissione del sindaco? Delle due, l’una: o il Comune di Nuoro è in una situazione di dissesto (il che lo renderebbe un debitore a rischio per qualunque istituto di credito) oppure il sindaco sui conti ha fatto propaganda». A Saiu, che protesta per aver appreso del “piano di rientro” dalla stampa, replica la presidente della commissione bilancio, Claudia Camarda, anche alla luce della polemica sull’ultima riunione, sospesa – sottolinea – proprio per l’atteggiamento eccessivamente polemico di Saiu. «L'operazione di gestione attiva del debito – dice l’esponente sardista – è senza dubbio un tentativo importante che ha una rilevanza economica positiva per le finanze dell'ente, ciò è ampiamente supportato dall'analisi costi/benefici effettuata dagli uffici che è stata chiaramente esplicitata e trasmessa all'attenzione dei consiglieri quale allegato alla proposta di deliberazione».
Le reazioni. Il primo a far sentire la propria voce è stato Francesco Manca, ex segretario cittadino e attuale vice provinciale del partito che, va ricordato, in consiglio può contare solo sull’ex sindaco Bianchi. Sbagliato rinegoziare il prestito e gli interessi, dice Manca, è il debito che va ridiscusso, andando a rinegoziarlo alla fonte, cioè con gli ex proprietari dei terreni destinati a edilizia e opere pubbliche che hanno diritto a cospicui risarcimenti. Dice Manca: «Perché se una commissione tributaria lo condanna una volta su un tema, il Comune si ostina, per casi analoghi, a fare gli stessi errori e a intraprendere sempre e continuamente strade giudiziali i cui prevedibili effetti negativi si riflettono sulla collettività?». Il problema è che il Comune quelle strade le ha già tentate da tempo, perdendole, come fa notare il capogruppo di Scegliamo Nuoro Fausta Moroni, che addebita proprio al centro sinistra più di una responsabilità e fa notare come si tratti di sentenze passate in giudicato: «In passato, infatti, quando c'erano le cause giudiziarie, gli amministratori avrebbero dovuto istituire un fondo di riserva e accantonare i soldi necessari per pagare, in caso di perdita, le spese. Invece, le spese delle sentenze non sono mai state pagate e sono diventate conti fuori bilancio, che oggi, sì , ricadono su i cittadini».
La polemica. Sul caso interviene anche il consigliere Pierluigi Saiu. «È di qualche settimana fa la disperata richiesta d’aiuto di Soddu alla Regione per salvare il Comune dalla bancarotta – dice il consigliere di Uniti per Nuoro – La somma indicata per salvarsi è stata di 20 milioni di euro. Può un ente in queste condizioni essere considerato finanziariamente affidabile sul mercato? Può essere considerato affidabile un ente che ha difficoltà a pagare i suoi debiti, per stessa ammissione del sindaco? Delle due, l’una: o il Comune di Nuoro è in una situazione di dissesto (il che lo renderebbe un debitore a rischio per qualunque istituto di credito) oppure il sindaco sui conti ha fatto propaganda». A Saiu, che protesta per aver appreso del “piano di rientro” dalla stampa, replica la presidente della commissione bilancio, Claudia Camarda, anche alla luce della polemica sull’ultima riunione, sospesa – sottolinea – proprio per l’atteggiamento eccessivamente polemico di Saiu. «L'operazione di gestione attiva del debito – dice l’esponente sardista – è senza dubbio un tentativo importante che ha una rilevanza economica positiva per le finanze dell'ente, ciò è ampiamente supportato dall'analisi costi/benefici effettuata dagli uffici che è stata chiaramente esplicitata e trasmessa all'attenzione dei consiglieri quale allegato alla proposta di deliberazione».
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