«Viaggiando per il Brasile ho ritrovato un po’ di casa»
di Giusy Ferreli
L’avventura di una studentessa partita con Intercultura alla volta del sud America «Ho vissuto con gli indios e nuotato con i delfini rosa. E amato il Redentore di Rio»
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NUORO. In Brasile con Nuoro nel cuore. Benedetta Podda, 17 anni , è partita per il Sud America con tanta voglia di conoscere il mondo e quel briciolo di incoscienza tipica degli adolescenti.
Girare per una delle città più pericolose e belle del mondo come Rio de Janeiro e ritrovare un pò di casa guardando la statua del Redentore, addentrarsi nell’Amazzonia e accarezzare bradipi e anaconda, vedere passare accanto persone con la pelle di infinite sfumature, risultato di un crogiolo di razze. Sentire parlare una lingua diversa all’inizio oscura e poi, via via, più familiare. Questo è quanto la giovane studentessa nuorese, in Brasile con Intercultura, porterà a casa. «Sono partita per questa esperienza inconsapevole di come fosse il mondo. Sono arrivata a Bauru una città di 400mila abitanti nello Stato di San Paolo il 4 agosto del 2017 e ho conosciuto mia madre Nair e mio fratello José. Mi sentivo disorientata, vedevo palazzoni alti, persone con tratti di diverse culture per strada, presto realizzai che questa sarebbe stata la mia casa per 11 mesi» racconta Benedetta.
Viene accolta benissimo dalla sua nuova famiglia brasiliana ma il primo periodo è stato durissimo. La ragazza non conosce una parola di portoghese, per fortuna José parla benissimo l’inglese. «A scuola mi sono trovata bene e mi sono fatta tante amicizie in classe». Il Brasile poi è un mondo da scoprire. «È un paese povero economicamente ma è molto ricco di cultura. Le persone – dice la ragazza che tornerà a casa a fine giugno– sono molto accoglienti, ma ci sono degli aspetti che io non conoscevo: la diseguaglianza sociale. Si passa dai quartieri ricchi alle favelas, dove si vive con pochissime cose, ma con il sorriso sempre stampato sulle labbra». In questi mesi ha avuto la fortuna di fare tanti viaggi. «Sono appena tornata dall’Amazzonia, dove sono stata con altri ragazzi di Intercultura di tutto il mondo. È stata l’esperienza più bella della mia vita: nove giorni all’interno della foresta senza nessuna connessione internet ne possibilità di collegamenti telefonici. Abbiamo navigato sul rio delle Amazzoni e incontrato le varie comunità degli indios con cui la sera ci sedevamo intorno al fuoco per farci raccontare la loro incredibile vita. L’Amazzonia è una realtà completamente diversa, una realtà che ti fa capire la ricchezza di questi popoli. In Amazzonia ho incontrato bradipi, anaconde, coccodrilli e alligatori. Ho nuotato nel Rio delle Amazzoni con i delfini rosa». A gennaio è stata a Rio De Janeiro. «Per quanto sia uno dei posti più pericolosi – conclude Benedetta – è una città straordinaria di cui mi sono innamorata. Ho amato Copacabana, l’enorme spiaggia della città, ma ancor di più il Cristo Redentore, che mi ha riportato per un istante a Nuoro».
Girare per una delle città più pericolose e belle del mondo come Rio de Janeiro e ritrovare un pò di casa guardando la statua del Redentore, addentrarsi nell’Amazzonia e accarezzare bradipi e anaconda, vedere passare accanto persone con la pelle di infinite sfumature, risultato di un crogiolo di razze. Sentire parlare una lingua diversa all’inizio oscura e poi, via via, più familiare. Questo è quanto la giovane studentessa nuorese, in Brasile con Intercultura, porterà a casa. «Sono partita per questa esperienza inconsapevole di come fosse il mondo. Sono arrivata a Bauru una città di 400mila abitanti nello Stato di San Paolo il 4 agosto del 2017 e ho conosciuto mia madre Nair e mio fratello José. Mi sentivo disorientata, vedevo palazzoni alti, persone con tratti di diverse culture per strada, presto realizzai che questa sarebbe stata la mia casa per 11 mesi» racconta Benedetta.
Viene accolta benissimo dalla sua nuova famiglia brasiliana ma il primo periodo è stato durissimo. La ragazza non conosce una parola di portoghese, per fortuna José parla benissimo l’inglese. «A scuola mi sono trovata bene e mi sono fatta tante amicizie in classe». Il Brasile poi è un mondo da scoprire. «È un paese povero economicamente ma è molto ricco di cultura. Le persone – dice la ragazza che tornerà a casa a fine giugno– sono molto accoglienti, ma ci sono degli aspetti che io non conoscevo: la diseguaglianza sociale. Si passa dai quartieri ricchi alle favelas, dove si vive con pochissime cose, ma con il sorriso sempre stampato sulle labbra». In questi mesi ha avuto la fortuna di fare tanti viaggi. «Sono appena tornata dall’Amazzonia, dove sono stata con altri ragazzi di Intercultura di tutto il mondo. È stata l’esperienza più bella della mia vita: nove giorni all’interno della foresta senza nessuna connessione internet ne possibilità di collegamenti telefonici. Abbiamo navigato sul rio delle Amazzoni e incontrato le varie comunità degli indios con cui la sera ci sedevamo intorno al fuoco per farci raccontare la loro incredibile vita. L’Amazzonia è una realtà completamente diversa, una realtà che ti fa capire la ricchezza di questi popoli. In Amazzonia ho incontrato bradipi, anaconde, coccodrilli e alligatori. Ho nuotato nel Rio delle Amazzoni con i delfini rosa». A gennaio è stata a Rio De Janeiro. «Per quanto sia uno dei posti più pericolosi – conclude Benedetta – è una città straordinaria di cui mi sono innamorata. Ho amato Copacabana, l’enorme spiaggia della città, ma ancor di più il Cristo Redentore, che mi ha riportato per un istante a Nuoro».
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