Armi, orgolese patteggia tre anni
Il 24enne aveva forzato un posto di blocco e si era liberato di un fucile illegale
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NUORO. Ha patteggiato tre anni e tre mesi, Carmine Marine, il 24enne di Orgosolo accusato di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma. Ieri mattina il giovane difeso dall’avvocato Basilio Brodu, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria, è comparso davanti al giudice per le udienze preliminari Mauro Pusceddu che dopo aver accolto il patteggiamento su richiesta delle parti, ha imposto all’imputato il divieto di dimora a Orgosolo, concedendogli anche la revoca della misura cautelare in carcere.
Carmine Marine era stato arrestato dagli agenti del commissariato del paese due mesi fa quando non si era fermato a un posto di blocco e durante la fuga aveva cercato di liberarsi di un fucile da caccia calibro 12, di un coltello a serramanico e di alcune cartucce dello stesso calibro. Insieme a Carmine Marine, quella sera, a bordo della vettura c’erano anche tre minorenni che erano stati denunciati. Per il 24enne, invece, si erano aperte le porte del carcere di Badu’e carros.
Gli agenti del commissariato di Orgosolo, guidato dal dirigente Giampiero Putzu, avevano continuato a indagare per cercare di capire la provenienza dell’arma illegale che Marine aveva cercato di far sparire.
Il fucile sequestrato al giovane era stato inviato immediatamente alla polizia scientifica per stabilire se potesse essere compatibile con altri reperti balistici sequestrati in altre occasioni o se fosse stato usato per commettere azioni criminali nell’ultimo periodo. (k.s.)
Carmine Marine era stato arrestato dagli agenti del commissariato del paese due mesi fa quando non si era fermato a un posto di blocco e durante la fuga aveva cercato di liberarsi di un fucile da caccia calibro 12, di un coltello a serramanico e di alcune cartucce dello stesso calibro. Insieme a Carmine Marine, quella sera, a bordo della vettura c’erano anche tre minorenni che erano stati denunciati. Per il 24enne, invece, si erano aperte le porte del carcere di Badu’e carros.
Gli agenti del commissariato di Orgosolo, guidato dal dirigente Giampiero Putzu, avevano continuato a indagare per cercare di capire la provenienza dell’arma illegale che Marine aveva cercato di far sparire.
Il fucile sequestrato al giovane era stato inviato immediatamente alla polizia scientifica per stabilire se potesse essere compatibile con altri reperti balistici sequestrati in altre occasioni o se fosse stato usato per commettere azioni criminali nell’ultimo periodo. (k.s.)
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