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Riciclaggio, scontro in aula tra l’accusa e la difesa di Ledda
NUORO. Processo a Mosè Ledda, il basista del colpo all’Oversecurity, e ai suoi familiari per riciclaggio: è ancora scontro in aula tra accusa e difesa sull’acquisizione di alcune intercettazioni...
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NUORO. Processo a Mosè Ledda, il basista del colpo all’Oversecurity, e ai suoi familiari per riciclaggio: è ancora scontro in aula tra accusa e difesa sull’acquisizione di alcune intercettazioni chiesta dal pm Giorgio Bocciarelli, richiesta alla quale si sono opposti per la seconda volta i difensori, Mario e Francesco Lai e Angelo Magliocchetti perchè non presenti agli atti. Il presidente del tribunale collegiale Giorgio Cannas, dopoceh avrebbe dovuto sciogliere la riserva già ieri mattina ha rinviato la decisione alla settimana prossima. Ledda era stato ritenuto dai giudici il basista della banda che aveva messo a segno il colpo il 23 maggio del 2006. A incastrarlo erano stati i movimenti sul suo conto corrente: circa 300mila euro di spese, difficili da giustificare per una guardia giurata che, all’improvviso, aveva cambiato la sua vita. E sempre seguendo i soldi gli investigatori hanno incastrato anche il fratello, i genitori e le sorelle di Mosè Ledda. Secondo l’accusa, i soldi che avevano rimpinguato all’improvviso i loro conti correnti erano il frutto della rapina all’Oversecurity. Anni e anni di indagini culminate nel processo. (g.f.)
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